Roma, 15 lug – L’Emilia–Romagna è al primo posto in Italia per le attività di mediazione e integrazione sul territorio: nella regione lavorano nel complesso 849 mediatori di cui 80% sono donne. Gli operatori interculturali coprono un ruolo fondamentale di “ponte” con gli stranieri nell’ambito di una professione, quella della mediazione, con forti competenze nei servizi sanitari. Il quadro emerge dal report sulla mediazione interculturale nei servizi alla persona della Regione Emilia-Romagna. L’assessore alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi, presentando il report sui mediatori, ha ricordato: “Il settimo Rapporto Cnel sugli indici d’integrazione degli immigrati in Italia, recentemente diffuso, riconosce all’Emilia-Romagna il primo posto nel Paese. A quest’importante risultato – ha continuato Marzocchi – hanno contribuito sicuramente le esperienze di mediazione interculturale, che da tempo sono presenti nei servizi territoriali regionali. Esperienze che, informando e orientando gli stranieri alla corretta fruizione dei servizi, e facilitando le relazioni, hanno rafforzato la coesione sociale, evitando il ricorso a servizi separati per italiani e stranieri”.