Roma, 27 lug – “Capiamo l’esigenza disperata del sottosegretario Mantovano di difendere la scelta del governo di tappare la bocca a Spatuzza ma questo non gli consente di utilizzare il modo spregiudicato il dissenso dei due magistrati della Dna componenti della Commissione Centrale di Protezione del Viminale”. Lo dice Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione Antimafia, la quale sottolinea che “il sottosegretario, in difficoltà nel suo stesso partito, sostiene che attaccare quella decisione significa anche attaccare i magistrati della Dna componenti dell’organismo del Ministero dell’Interno: questa è una plateale bugia. Non solo le Procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo, come è noto, ma la stessa Dna avevano espresso chiaramente parere favorevole alla concessione del programma di protezione a Gaspare Spatuzza. Mantovano, infine, non ha ancora spiegato tutto in Commissione Antimafia: la sua audizione non è terminata, aspettavamo solo di aver letto tutta la documentazione. Ad esempio, dovrà spiegare perché ha anticipato la decisione di non concedere la protezione già il 29 novembre 2009, prima che Spatuzza parlasse al processo dell’Utri, e perché, dopo aver espresso pubblicamente la sua decisione in anticipo, abbia comunque ritenuto opportuno continuare a presiedere la Commissione Centrale di Protezione: non sarebbe stato opportuno astenersi dopo aver preannunciato la decisione senza neppure aver visto le carte?”.
(Red)