Roma, 4 ott – Nel numero in edicola de L’Espresso c’è un articolo che fotografa l’emigrazione italiana. “Migliaia di giovani laureati sono costretti ad emigrare per trovare un lavoro adeguato”. La denuncia pubblicata sul magazine è di Sergio Nava e Claudia Cucchiara. “Giovani con laurea e master fuggiti dall’Italia per cercare un posto in cui essere valorizzati senza giochi di potere, parentopoli e raccomandazioni. Esperienze e storie che provano a riunirsi intorno a un Manifesto degli Espatriati, un agile documento di dieci punti che fotografa la situazione del Bel Paese tra ricambi generazionale mai avvenuti e welfare state inesistenti”. “E’ questa la provocazione lanciata dai giornalisti, autori rispettivamente di “Fuga di talenti” e “Vivo Altrove”, due libri che denunciano la situazione dell’emigrazione professionale dal nostro paese: la cosiddetta fuga dei cervelli. Il loro manifesto, appena lanciato, vuole “denunciare tutto ciò che in Italia non funziona – recita il testo – impedendo ai giovani di emergere: dai processi selettivi carenti alla gerontocrazia e raccomandazione imperanti, dal Welfare State inesistente per i giovani al ricambio generazionale mancato”. “Il “Manifesto” mette nero su bianco le cause dell’espatrio di centinaia di migliaia di giovani italiani. Brillanti, ma senza gli “agganci” giusti”. Un documento aperto alle firme di tutti quegli italiani emigrati che sperano un giorno di tornare, ma con un paese diverso da quello che hanno lasciato. (Com)