Roma, 6 ott – “Non sono fuggito dall`Italia, volevo andare altrove perché ritengo che uno scienziato debba muoversi, venire a contatto con mondi diversi, non si può restare nella stessa università per tutta la vita”. In una intervista al Corriere della Sera Andrea Ferrari, trentenne, milanese, tiene a precisare subito perché si trova da cinque anni a Cambridge a lavorare con i due Nobel per la fisica Andre Geim e Konstantin Novoselov. Vuole rientrare in Italia? “Lo farei volentieri – risponde – se incontrassi le stesse opportunità che ho qui dove coordino un gruppo di venti ricercatori e se disponessi di un mio laboratorio. L’Istituto italiano di tecnologia di Genova, ad esempio, offre di sicuro buone prospettive. In Italia, nonostante tutto, il sistema universitario è tra i migliori per profondità di preparazione. Non a caso i laureati italiani sono ben visti all’estero, anzi guardati come un`opportunità da cogliere. E io ci terrei a dare un contributo ad un mondo di ricerca nazionale che continua ad avere buoni cervelli”.
(red)