Codroipo, 29 ott – Nel mondo ci sono 60 milioni di oriundi italiani, di cui 28 solamente in Brasile “e soprattutto in Sudamerica c’è grande pressione per l’acquisto o il riacquisto della cittadinanza”: per questo il problema relativo agli uffici consolari è molto sentito “e il ministero degli Esteri sta facendo uno sforzo molto grande per passare ad una metodologia adeguata” e che non comporti disagi “perché il servizio è una cosa che c’è ma che non si deve vedere”. Lo ha spiegato Carla Zuppetti, direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, a Villa Manin per la conferenza dei protagonisti italiani nel mondo. La Zuppetti ha citato la nuova “piattaforma informatica che ha integrato i nuovi servizi. La nuova distribuzione è iniziata in Europa, e si affianca a una fase di ridisegno della nostra presenza che comunque non può prescindere dalla fornitura dei servizi”. Parlando di emigrazione, il ministro plenipotenziario ha ricordato che “un anno fa abbiamo inaugurato il museo a Roma, con il quale abbiamo voluto fare rete con altri 55 musei sparsi in tutta Italia”. Un fattore importante, quello di mettere in comunicazione l’emigrazione italiana a tutti i livelli, “perché assistiamo a una circolarità, non a una cristallizzazione dell’emigrazione. Oggi si assiste a una grande mobilità, l’emigrazione italiana dopo gli anni 70 è cambiata molto e dobbiamo essere in linea con quella che è la realtà di oggi”.
(Sis)