Roma, 17 nov – Botta e risposta tra il consigliere del Cgie Giovanni Rapanà, proveniente dal Canada, e il sottosegretario Alfredo Mantica durante la plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, sull’ipotesi di riforma del voto all’estero. Rapanà, rispondendo a un passaggio della relazione di governo di Mantica, ha spiegato che “il Governo canadese non ha mai espresso alcun diniego all’esercizio di voto in loco, mi domando da dove vengano le remore del sottosegretario. Le riserve riguardavano solo la legge Tremaglia, poi espresse in una deroga. In Canada votano già diverse etnie e a loro non è imposta alcuna autorizzazione preventiva”. Mantica ha risposto precisando che “la preoccupazione è legata al fatto che si possano creare in Canada, paese che ha al suo interno molte etnie, delle sorte di governi in esilio, per cui in linea di massima non è gradito, salvo eccezioni” lo svolgimento del voto da parte di comunità di emigrati”.
(Sis)