Roma, 6 dic – L’iniziativa “L’architettura italiana per la città cinese” all’Expo di Shanghai ha suscitato un notevole interesse e aperto una strada meritevole di essere percorsa ancora per un lungo tratto: la Cina è oggi il laboratorio urbano più attivo del pianeta, un laboratorio con il quale la cultura architettonica italiana può interagire con risultati senza dubbio di grande interesse. La mostra approda da oggi all’8 gennaio a Roma, alla Accademia Nazionale di San Luca, Alla cerimonia inaugurale, prevista alle 18, interverranno Maria Assunta Accili, segretario generale, Commissariato Generale del Governo per l’Esposizione Universale di Shanghai 2010; Francesco Maria Greco, direttore generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del ministero degli Affari Esteri; Beniamino Quintieri, commissario generale per l’Esposizione Universale di Shanghai 2010; Umberto Vattani, presidente dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero, oltre che gli architetti autori dei progetti in mostra, Franco Purini e Uberto Siola. L’esposizione presenta i progetti di 14 architetti italiani che hanno raccolto l’invito dell’Accademia Nazionale di San Luca e del Commissariato italiano di Governo per l’Expo 2010, con il supporto dell’Ice, intitolata “Better City_Better Life”. Agli architetti è stato chiesto di elaborare idee-progetto per un comparto urbano all’interno del nuovo insediamento di Ling Gang New city, a Tianjin, città – già sede della concessione italiana – che si è dotata di un importante piano di sviluppo urbano. L’area di progetto prescelta si inserisce nel piano di espansione della città lineare di Ling Gang, a sud di Tianjin, che nelle previsioni cinesi sarà destinata a diventare la terza città più importante della Cina innanzitutto come ‘grande porta’ commerciale del nord del paese.
(red)