Roma, 23 dic – Sempre più giovani emigrano dal nostro Paese verso un posto di lavoro certo e meglio remunerato. A quanto ammonta il costo di questo esodo per il sistema-Paese, che ha investito nella loro formazione? Nei giorni scorsi in occasione della Conferenza dei ricercatori italiani ad Houston a cui ha partecipato in rappresentanza del presidente del Senato Schifani, il senatore Mario Baldassarri (Fli) ha avuto modo di confermare la sua tesi. “Tra i migliori ricercatori negli Istituti internazionali – spiga – ci sono molti italiani. Lavorano spesso per multinazionali o università straniere”. Che “l’Italia è ancora un Paese di emigranti”, lo ha messo nero su bianco la Fondazione Migrantes, nel rapporto 2010. Tuttavia, l’emigrazione dei nostri giovani professionisti, più volte stereotipata nel cliché della “fuga dei cervelli”, resta un buco nero, per le statistiche ufficiali. Secondo una stima fatta nei giorni scorsi nel corso della trasmissione radiofonica Radio 24 sono circa 60mila oggi i giovani “under 40” che lasciano l’Italia ogni anno. Sulla base di almeno due dati: il primo proviene dall’Anagrafe Italiani Residenti Estero (Aire), secondo cui ben 316.572 giovani non ancora quarantenni hanno lasciato il Paese tra il 2000 e il gennaio del 2010. Il flusso ufficiale è dunque pari a poco più di 30mila l’anno. (Sab)