Roma, 30 dic – “Nessuno pensi che il no all’estradizione di Cesare Battisti sia senza conseguenze. Io lo riterrei una grande ferita nei rapporti bilaterali”. Lo afferma il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in una intervista al Corriere della Sera nella quale sottolinea: “Io non ci posso e non ci voglio credere. Ho parlato con l’ambasciatore e mi ha detto che ufficialmente non abbiamo nessun segnale a riguardo. Ed è vero che in passato le voci si sono rivelate infondate”, “finora, per precauzione, ero stato zitto, confidando in una valutazione serena. Ma quel silenzio non era un assenso. Da parte di Lula sarebbe un atto di grande mancanza di coraggio. Perché lui se ne va, ma il Brasile resta”. E se Battisti non sarà estradato afferma: “Nessuno può illudersi che una simile decisione sia priva di conseguenze. L’azione diplomatica non compete a me. Però porrò la questione al governo. E almeno altri quattro ministri hanno la stessa intenzione: a partire da Giorgia Meloni, ministro della Gioventù e presidente della Giovane Italia. Per quanto mi riguarda poi sono pronto a prendere altre iniziative. Smetterò di fare il pompiere come ho fatto finora con quei parlamentari, molti mi stanno chiamando in queste ore anche non del Pdl, che intendono scendere in piazza rispondendo all’appello di Alberto Torregiani a cui Battisti ha ucciso il padre. E appoggiare iniziative che arrivano al boicottaggio. Non so, ma sconsiglierei a chiunque di andare in un Paese dove gli assassini sono lasciati in libertà. E molti non comprerebbero più i loro prodotti”. (red)