Roma, 28 gen – “Il Made in Italy dovrebbe essere garanzia di qualità, ma anche garanzia per le imprese e per i lavoratori che operano in Italia. Peccato che questa etichettatura sia spesso legalmente ‘fasulla’, a danno della nostra moda, delle nostre aziende, dei nostri artigiani, della nostra tradizione, di un intero settore di cui andavamo fieri e che ha i giorni contati, e ovviamente a danno dei consumatori”. Carlo Chionna, patron del noto marchio di abbigliamento, replica con durezza alle critiche ricevute per la sua ultima campagna pubblicitaria volutamente scioccante in difesa del made in Italy, che vede tra l’altro lo stesso Chionna crocifisso come Gesù Cristo e lo slogan ‘Perdona loro perché non sanno quello che indossano’.