Il 12 e 13 giugno sarà possibile votare anche il quesito referendario sul nucleare. La Corte costituzionale lo ha infatti giudicato ammissibile così come riformulato dalla Cassazione lo scorso 30 maggio dopo le modifiche introdotte dal decreto Omnibus voluto dal governo. La decisione della Corte costituzionale è stata presa all’unanimità dopo aver terminato le audizioni, durate un’ora, delle parti che avevano depositato le istanze di memoria sulla ammissibilità del referendum sul nucleare: l’avvocato Alessandro Pace per l’Italia dei Valori, Gianluigi Pellegrino per il Partito democratico Gianluigi Pellegrino, Maurizio Fiorilli per l’avvocatura dello Stato e l’avvocato Stefano Crisci per l’Associazione Fare Ambiente, che è contraria al referendum. Dopo l’audizione, i 13 giudici della Consulta, presieduta da Alfonso Quaranta, hanno giudicato ammissibile il quesito referendario. Esultano le associazioni del Comitato per il Sì e gli ambientalisti.
“Dalla Consulta arriva l’ennesimo e definitivo stop alle pretese di un governo che con una mano lascia libertà di voto e con l’altra cerca con ogni mezzo di sabotare il referendum. Ora la parola passa ai cittadini”, è la dichiarazione del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ che aggiunge: “Dopo i dubbi strumentali avanzati dai nuclearisti sul nuovo quesito oggi si compie un altro decisivo passo verso il quorum: adesso pretendiamo che l’informazione pubblica e quella privata facciano sapere ai cittadini che domenica e lunedì, coi quesiti su acqua e nucleare, si decide della loro sicurezza e del loro futuro”. (Cle – 7 giu)