Mosca, 19 lug – Sembra di essere ripiombati negli anni della guerra fredda dopo che Mosca ha annunciato che espellerà quatto diplomatici britannici in risposta all’espulsione di altrettanti funzionari russi in servizio all’ambasciata a Londra. Il Cremino ha deciso anche di sospendere la collaborazione con la Gran Bretagna sul fronte della lotta al terrorismo, con conseguente blocco dello scambio di dati e informazioni. All’origine dello scontro c’è la richiesta di estradizione a Londra dell’ ex spia Andrei Lugovoi, accusato dell’assassinio di Alexander Litvinenko. Proprio il ‘no’ russo alla richiesta di estradizione avanzata dal governo britannico aveva portato qualche giorno fa Londra alla decisione di dichiarare persone non grate quattro funzionari della missione di Mosca. L’ira di Putin è rivolta anche all’Unione Europea, che aveva espresso sostegno alla richiesta inglese. Il rappresentante russo all’Ue, Vladimir Chizhov, ha definito il sostegno dato a Londra “una sgradevole sorpresa” e ha anticipato che “avrà conseguenze sui rapporti tra la Russia e l’Unione europea”. La crisi diplomatica sarà discussa dai ministri degli esteri della Ue lunedì a Bruxelles. E’ da alcuni mesi che i rapporti tra Putin e le cancellerie occidentali sono particolarmente tesi. Attività di spionaggio – materia che trova il presidente russo, per 16 anni dirigente del Kgb, particolarmente ferrato – e rispetto dei diritti civili sono temi su cui il Cremino non ammette interferenze. Una decina di giorni fa aveva provocato grande irritazione a Mosca la notizia che Fatima Tlisova, dell’agenzia di informazione Regnum, e Jurij Bagrov, corrispondente di Radio Svoboda da Vladikavkaz, avevano ottenuto asilo negli Stati Uniti, primi giornalisti russi a vedersi riconosciuto lo status di rifugiati politici in Occidente nell’era Putin.