Roma, 7 ago – Controindicazioni ed effetti collaterali
dovranno rallentare. La voce degli spot radiofonici e televisivi sui farmaci dovrà
scandire con parole chiare e udibili le avvertenze mediche relative al prodotto
pubblicizzato. E’ quanto stabilisce il decreto ministeriale del 18 luglio,
pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto del ministro della Salute
Livia Turco vieta la “compressione fonica” delle avvertenze di carattere
sanitario nella pubblicità dei medicinali e degli altri prodotti di interesse
sanitario al fine di rendere più chiara e comprensibile a tutti proprio quella
parte che spesso viene letta troppo in fretta e con toni più bassi. Per le
associazioni dei consumatori non è ancora abbastanza. Rossella Miracapillo,
responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori,
seppur esprimendo soddisfazione per il provvedimento, afferma: “Sarebbe
auspicabile, infatti, che nello spot, prima della promozione del farmaco, ci
fosse un doveroso invito a uno stile di vita corretto e che, alcuni farmaci,
non fossero presentati come ‘miracolosi’”. Secondo il Codacons, il ministro
Turco “avrebbe fatto bene a vietare totalmente le pubblicità radio e tv dei
medicinali, in quanto questi sono sempre pericolosi, e a qualsiasi velocità
viaggi la voce narrante dello spot il consumatore non sarà mai realmente
avvisato circa i rischi per la salute derivanti dall’assunzione del farmaco
pubblicizzato”. ‘Non vorremmo che questa innovazione – spiega il presidente
Carlo Rienzi – finisca per avvantaggiare solo le emittenti radio-tv, grazie
agli allungamenti degli spot e ai maggiori incassi pubblicitari”.