Roma, 18 ott – Gli stranieri residenti in Italia regolarmente sono poco più di tre milioni: il 34% possiede automobili di cui un terzo nuove; l’11% ha acceso un mutuo; il 15% ha un finanziamento; il 70% preferisce la “marca” quando acquista prodotti alimentari quali pasta, merendine e cereali. Il 76% frequenta ristoranti e pizzerie, il 62% i fast food. Il 54% va al cinema ed il 37% in discoteca, il 61% ama il calcio e il 42% ha giocato alle lotterie o al lotto negli ultimi 6 mesi. Il 50% usa i mezzi pubblici per spostarsi in città, mentre il 42% ha fatto almeno un viaggio nell’ultimo anno, la metà per visitare parenti, l’altra metà per turismo. Questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca condotta da Swg e commissionata da Etnocom presentata oggi a Roma presso la sede della stampa estera. Si tratta della prima ricerca quantitativa sui consumi degli stranieri in Italia ed è lo strumento per misurare l’incidenza del target “stranieri” nel portafoglio clienti delle imprese. I dati, misurati su un campione di 2000 individui, forniscono una fotografia concreta del contributo di questa popolazione allo sviluppo dei consumi nel nostro Paese. Il campione si estende dai prodotti food, largo consumo ed elettrodomestici fino ai servizi finanziari e le telecomunicazioni passando attraverso “automotive”, trasporti e uso del tempo libero. Una prospettiva importante, data anche dalla possibilità di incrociare i dati con quelli sul consumo dei media televisivi, radio e carta stampata. I dati della ricerca rendono sempre più appetibile il target “stranieri” alle aziende: grande distribuzione, telefonia, ma anche banche, poste e società che gestiscono giochi, si sono accorte che i numeri crescono rapidamente e che anche nel nostro Paese è importante dialogare con tutte le etnie presenti, esattamente come da anni avviene negli Stati Uniti, dove l’immigrazione è giunta ad un livello di maturazione molto più elevata. Gli stranieri in Italia – ha osservato Giuseppe Albeggiani amministratore delegato di Etnocom – rispondono in maniera più che proporzionale alle campagne pubblicitarie di prodotto e promozionali prodotte nella loro lingua e distribuite sulle loro testate o sui media che più li accompagnano nella vita quotidiana, come le affissioni interne degli autobus, delle metropolitane e quelle nelle stazioni ferroviarie. Un’importante evoluzione si è avuta nel contenuto della comunicazione: dal punto di vista dell’immagine, nel breve periodo di due anni, si è passati rapidamente dalla mera rappresentazione dello straniero “colorato” alla ricerca sofisticata di concetti e simbolismi propri di ciascuna etnia; dal punto di vista dell’offerta, dalle promozioni sul prezzo alla individuazione all’interno del portafoglio esistente di prodotti e servizi meglio aderenti alle esigenze del target. Un esempio su tutti la campagna Fastweb che recita “una casa senza Fastweb è come una pasta al pesto senza basilico”, citando per ogni etnia la ricetta di riferimento del paese d’origine e proponendo come immagine un elemento tipico dell’arredamento di casa: la tovaglia di nozze per i filippini, la coperta senegalese, il ventaglio cinese, le mattonelle da cucina marocchine etc. La campagna chiude con un: “mai più senza telefono fisso” che sta per dire: “mai più senza dimora fissa”, la massima ambizione per chiunque emigri in un altro Paese e desideri sentirsi di nuovo a casa.