New York, 28 gen – Il mestiere del giornalista è mal pagato
e troppo stressante – sempre sul filo del rasoio con i tempi, tante fonti da
consultare e troppi interessi da non calpestare – e non sono pochi i
professionisti che pensano di lasciare. E’ quanto risulta da un sondaggio
americano condotto da Scott Reinardy, professore della Ball State University.
Non a caso nel 2005 il Center for Disease Control ha classificato il
giornalismo come il settimo lavoro più stressante negli Stati Uniti. All’inizio
del 2007, Reinardy ha contattato via e-mail 1.452 quotidiani statunitensi
spiegando la natura della sua inchiesta e ha chiesto una lista dei dipendenti.
Di questi, hanno partecipato al sondaggio 770 giornalisti, che hanno completato
online il cosiddetto Maslach Burnout Inventory-General Survey, un questionario
che misura il tasso di frustrazione in alcune professioni. Reinardy ha scoperto
che il guadagno medio di chi ha risposto era di 48.493 dollari l’anno, che in
media i giornalisti avevano 41,6 anni e 17,8 anni di esperienza nel settore.
Alla domanda sulle intenzioni di lasciare il lavoro in un quotidiano, il 25,7%
ha risposto di sì e il 36,2% “non so”. Il 31% dei giornalisti sotto i 34 anni
ha espresso l’intenzione di lasciare la professione e il 43,5% è incerto se
continuare. Quelli che vogliono lasciare, lo fanno per il salario troppo basso
(36%), per i turni massacranti (27%), per lo stress (19%) o perché la vita
privata risente troppo di un lavoro così impegnativo (13%). Dove andranno
questi giornalisti? Non tutti abbandoneranno completamente il settore, ha
scoperto Reinardy. Molti vogliono trasformarsi in freelance. Altri pensano di
entrare nelle pubbliche relazioni o all’università. Altri ancora vogliono
tornare a studiare e acquisire nuove professionalità. Ora Reinardy ha
intenzione di approfondire la sua ricerca per capire meglio i motivi di tanto
disamore.
(Cla/Pap)