Roma, 18 mar – Cemento selvaggio che deturpa il paesaggio, scritte indelebili sui monumenti e pubblicità troppo invasiva. Sono solo alcuni dei problemi affrontati dal libro “I beni culturali e il paesaggio” di Francesca Bottai e Fabio Pizzicannella (Editrice Zanichelli) a dimostrazione che la tutela dell’immenso patrimonio italiano non è un tema di facile risoluzione anche perché, con l’evolversi della società, si trova ad affrontare problemi sempre nuovi che, spesso, non sono adeguatamente approfonditi dalla legislatura vigente. C’è il caso “risolto” tardivamente (dopo circa trent’anni), nonostante la presenza di una norma chiara in merito, della demolizione del grand hotel Fuenti, il colossale edificio di cemento armato costruito abusivamente alla fine degli anni Sessanta, in quello che gli autori definiscono “il paradiso della Costiera Amalfitana”, e poi lasciato in disuso come “una tetra cattedrale dell’abusivismo e dell’ingiuria”. Ma c’è anche la vicenda irrisolta delle Eolie, isole fino ad oggi tutelate dall’Unesco, che rischiano l’espulsione dall’elenco dei siti considerati patrimonio naturale dell’umanità. La vicenda inizia nel 2004 con “una battaglia di carte tra enti pubblici e locali sul tema della protezione ambientale. E’ un caso di dissidio tra Stato, Regione, associazioni ambientaliste e Unisco”. Cosa succede? Malgrado l’esistenza di un piano paesaggistico nel 2004 la regione Sicilia vota una norma per la costruzione di otto alberghi tra Lipari e Vulcano. Subito dopo il comune di Lipari promuove l’avvio dei lavori per cinque alberghi nuovi di zecca e, quello di Vulcano per uno. Le associazioni ambientaliste prendono posizione, ma soprattutto la prende l’Unesco che – dicono gli autori – “per la prima volta nella sua storia minaccia l’espulsione di un sito protetto se le cementificazione coinvolgerà le zone poste a vincolo ambientale”. Interviene subito il ministro per i beni culturali e la vicenda finisce davanti ai giudici della Corte costituzionale. Alla Regione Sicilia non rimane che revocare la legge sul piano di sviluppo turistico. Ma non finisce qui. Già, perché, molte delle aziende coinvolte nelle costruzioni dei nuovi alberghi hanno presentato ricorso al Tar sostenendo di essersi già impegnate con investimenti privati e una fetta della popolazione locale si è ribellata soprattutto perché ha visto scomparire la speranza della creazione di alcune centinaia di posti di lavoro. Attualmente la situazione è sospesa. Le Eolie sono guardate a vista dall’Unesco e da più parti ci si chiede qual è “la posizione più equilibrata che non scontenti l’urgenza occupazionale ma non metta a repentaglio l’ambiente e il paesaggio”. Problemi diversi, ma non meno importanti, si incontrano, in tema di tutela, nelle aree urbane e metropolitane. Si tratta, in un certo senso, di problematiche giovani, che non trovano sempre delle risposte normative. Tra questi il graffitismo: ovvero le scritte e i disegni che da circa due decenni compaiono sui muri (e non solo) delle città e delle periferie. Un caso rilevante di costume, prima considerato esclusivamente segno vandalico, ma ormai oggetto di osservazione e studio. “Non pochi artisti contemporanei – ammettono