Tel Aviv, 17 mar – Il servizio segreto interno israeliano,
lo Shin Bet, ha acconsentito alla richiesta di alcuni dei suoi dipendenti di
poter pubblicare un blog, dando così vita a una sorta di campagna promozionale
dell’organizzazione sul web. Quattro agenti, rigorosamente non “di prima
linea”, hanno così iniziato a raccontare le proprie vite da 007, molto più
spesso simili a quelle di un normale impiegato ministeriale che a quella di
James Bond. Gli agenti dello Shin Bet sono infatti solitamente coinvolti in
operazioni di sorveglianza, interrogazioni e azioni armate contro militanti
palestinesi in Israele, mentre i quattro blogger sembrano più che altro
impegnati in mansioni tecniche da ufficio. Nonostante ciò, stanno molto attenti
a salvaguardare il proprio anonimato, facendosi chiamare solo con l’iniziale
del proprio nome e pubblicando una foto debitamente ritoccata. Così H racconta
di essere un’ingegnere incaricata del controllo qualità, e di aver accettato
quel posto perché le avrebbe permesso di avere più tempo da trascorrere in
famiglia. “Però ci sono aspetti della mia professione che non posso raccontare
approfonditamente nemmeno a mio marito – rivela – E quando a una festa di
famiglia qualcuno mi ha chiesto che lavoro facevo si è creato un momento di
grande imbarazzo”. Poi c’è Y, 34 anni, appassionato di arti marziali: “Non si
rimane mai al lavoro più del necessario. Mi capita raramente di essere a casa
dopo le
Piuttosto deluso invece A, ingegnere programmatore: “Non mi hanno dato un
lampeggiatore da mettere sul tettuccio della mia auto e spesso mi ritrovo fermo
nel traffico come tutti”. Poi aggiunge, non senza ironia: “Questo post si
autodistruggerà fra 10 secondi”. Chi avesse dimestichezza con la lingua ebraica
può consultare i blog all’indirizzo shin-tech.org.il.
(Sce)