Roma, 28 mar – Se in tutti i paesi industrializzati si
spegnessero i computer e i televisori piuttosto che lasciarli in modalità
standby, e si staccassero i carica batteria dei telefonini, si potrebbero
chiudere nel mondo almeno 24 centrali elettriche alimentate a carbone. E in
Italia la situazione è ancor più preoccupante: il sistema di distribuzione
dell’energia elettrica è un vero e proprio colabrodo, visto che perde ogni anno
l’equivalente di energia che basterebbe ad alimentare una metropoli di 2
milioni e mezzo di abitanti. Nei condomini di mezza Italia, con caldaie
centralizzate di vecchia generazione i termosifoni restano accesi per 300 ore
l’anno in ogni singolo appartamento senza che vi sia nessuno all’interno. In
questi condomini (ben il 60% del totale), gli inquilini non possono scegliere
quando e quanto riscaldare la propria abitazione. Uno spreco complessivo di 650
milioni di euro l’anno. Sono alcuni dei dati contenuti nel dossier “100 casi di
sprechi nell’energia” presentati oggi dalla Confesercenti. Il rapporto guarda
anche agli sprechi ambientali: alla voce “spifferi” ricorda che istallando 20
milioni di metri quadri di doppi vetri l’Italia potrebbe risparmiare 500 mila
tonnellate equivalenti di petrolio e un milione di tonnellate di anidride
carbonica l’anno. Così come una tonnellata di carta riciclata farebbe
risparmiare
di petrolio. Tra gli altri buchi che, secondo
concorrono a “bruciare” 20 miliardi di energia ogni anno figura la cosiddetta
luce a perdere: il 95% delle sorgenti luminose utilizzate per l’illuminazione
privata o pubblica esterna utilizza sistemi inadeguati o obsoleti, che
disperdono inutilmente il 45% della luce verso l’alto anziché sull’obiettivo
prefissato, oppure funzionano in ore diurne. Ogni anno si consumano circa 5000
GWh di energia elettrica per la sola illuminazione pubblica. Ma i lampioni
disperdono in media il 30% della luce: in questo modo si eroga inutilmente luce
per 250 milioni di euro all’anno. Adeguando gli impianti d’illuminazione, si
potrebbe risparmiare il 45% dell’energia elettrica erogata e dei soldi spesi
dall’amministrazione a parità d’illuminazione di strade, edifici e parchi.
Inoltre, la pubblica amministrazione è una grande consumatrice di energia, ma
anche la maggiore produttrice di sprechi. Con misure di ammodernamento degli
impianti e di risparmio energetico, le pubbliche amministrazioni potrebbero
risparmiare fino al 40% dell’energia attualmente consumata. Ma il risparmio non
trova ospitalità neanche nel privato. Tutti gli elettrodomestici sprecano
energia elettrica: scaldabagno 20%, frigorifero 18%, illuminazione 15%,
lavatrice 13%, televisione 11%, lavastoviglie 4%, forno elettrico 4%, altri
utensili 15%. E’ stato calcolato che l’ottanta per cento delle famiglie
italiane (record in Europa) lascia regolarmente 6 elettrodomestici in standby.
(Caf)