Milano, 20 apr – Regione Lombardia aderisce a
“Birima”, il progetto di microcredito in Senegal gestito dalla
Società di Credito cooperativo fondata da Youssou N’Dour. Lo ha confermato il
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che questa mattina a
Palazzo Pirelli ha incontrato il cantante africano. “Già nei prossimi
giorni – ha detto Formigoni – con i nostri tecnici e quelli della Fondazione di
Youssou N’Dour studieremo le modalità concrete per aiutare il finanziamento di
progetti che possano favorire la nascita di piccole e piccolissime imprese in
Africa. Yossou N’Dour ha chiesto la nostra collaborazione per trovare prestiti
da destinare a chi presenta proposte serie che creino nuovo lavoro e siano
possibilità di crescita per le persone”. Formigoni ha anche spiegato che
quello della cooperazione con l’Africa è un processo che va avanti da anni.
Infatti sono già stati avviati una serie di progetti di formazione proprio in
Senegal, ma anche nel Togo, in Burkina Faso e in Sudafrica, dove Regione
Lombardia ha sostenuto uno scambio di know how in campo sanitario rivolto
soprattutto alla lotta dell’Aids aderendo anche alla fondazione appositamente
voluta da Nelson Mandela che lo stesso Formigoni ha incontrato nel giugno del
2003. “L’iniziativa del microcredito è particolarmente intelligente – ha
aggiunto Formigoni – perché mira ad aiutare progetti concreti di cittadini e
persone che hanno idee per dare lavoro e sviluppo. Non è il microcredito
tradizionale, ma è a livello industriale, riguarda cioè cifre importanti, ma
trattandosi di prestito, obbliga chi lo riceve ad un’assunzione di maggior
responsabilità”. Il perchè dell’attenzione costante di Regione Lombardia
all’Africa lo ha spiegato lo stesso presidente Formigoni sottolineando che
“Oggi il continente nero è nel passato dell’Europa, ma deve essere anche
nel futuro. In questi anni è stato dimenticato troppo spesso, mentre il destino
dell’Europa è strettamente legato a quello dell’Africa”. “E’ dunque
fondamentale – ha concluso Formigoni – cooperare per permettere uno sviluppo
autocentrato, l’unico vero modo per evitare flussi migratori drammatici di
persone che in condizioni disperate lasciano i propri paesi in cerca di una
salvezza che spesso non trovano neanche qui. I nostri sono piccoli progetti, ma
il loro significato è molto grande”. “Attraverso il mio lavoro, la mia
musica e questo progetto – ha detto invece Yousoou N’Dour – posso avere la
libertà di parlare con tutti i leader del continente e proporre questo grande
progetto perché la popolazioni africane abbiano una dignità più grande”.
“Noi per loro chiediamo lavoro – ha concluso – non beneficenza o carità.
Vogliamo che possano lavorare nel loro Paese e che, proprio attraverso il
lavoro, possano aumentare la loro dignità”.