Bruxelles, 6 mag – Domani all’apertura della seduta del Parlamento europeo il presidente dovrebbe ufficializzare le dimissioni degli eurodeputati italiani che, eletti lo scorso aprile al Parlamento italiano o a un incarico locale, avranno comunicato l’intenzione di rinunciare al seggio europeo. Queste cariche sono infatti incompatibili con il mandato di deputato europeo. Il presidente, qualora le autorità italiane li avranno notificati, potrebbe anche annunciare i nomi delle persone che subentreranno ai dimissionari nelle Aule di Bruxelles e Strasburgo. Ben 19 eurodeputati italiani si erano candidati alle elezioni politiche e amministrative che si sono tenute il 13 e il 14 aprile scorsi. In 13 sono stati eletti alla Camera o al Senato, oppure hanno ottenuto un mandato a livello locale (comunale, provinciale o regionale), e devono ora scegliere se accettare questo nuovo incarico oppure proseguire il mandato europeo fino alla scadenza naturale della legislatura, nel giugno 2009. Gli eurodeputati eletti alla Camera sono stati i seguenti: Renato Brunetta (Ppe/De), Umberto Bossi (Uen), Cristiana Muscardini (Uen). Alessandra Mussolini (Ni), Lapo Pistelli (Alde). Al Senato sono stati eletti Mario Mantovani (Ppe/De), Adriana Poli Bortone (Uen), Alfonso Andria (Alde) e Luciana Sbarbati (Alde). Inoltre, Raffaele Lombardo (Ppe) è il nuovo presidente della Regione Sicilia (è anche stato eletto alla Camera); Francesco Musotto (Ppe/De) è stato eletto all’Assemblea regionale siciliana; Nicola Zingaretti (Pse) è stato eletto presidente della Provincia di Roma; Gian Paolo Gobbo (Uen) è stato eletto sindaco del Comune di Treviso. Il mandato europeo è incompatibile con l’ufficio di deputato e di senatore, con la carica di componente del governo di uno Stato membro e con l’incarico di presidente di Regione o assessore regionale. Una legge del
(Pap)