Bolzano, 27 mag – Una delegazione mista di arabi ed ebrei di
Israele incontra domani mercoledì 28 maggio a Bolzano il presidente della
Provincia Luis Durnwalder. La delegazione vuole discutere con Durnwalder
dell’esperienza del “modello Alto Adige” quale soluzione per la
convivenza tra i gruppi, con un particolare riferimento alla tutela della
minoranza arabo-israeliana. La delegazione – composta da 14 persone – incontra
in queste ore esponenti degli enti locali, della scuola, dell’organizzazione
della sicurezza, delle attività di promozione dello sviluppo economico per
verificare la qualità e gli eventuali limiti del “modello” altoatesino.
L’iniziativa è promossa dal Centro Italiano per la pace in Medio Oriente, in collaborazione
con l’organizzazione israeliana Sikkuy, finanziata dalla Provincia di Bolzano e
supportata della Accademia Europea di Bolzano e della locale Lega Provinciale
delle Cooperative. Gli israeliani giudicano interessante l’esperienza del Sud
Tirolo – Alto Adige, che si colloca all’interno della tutela delle minoranze
linguistiche, sancita dall’articolo 6 della Costituzione Italiana.
italiana, garantendo protezione alle minoranze linguistiche, intende affermare
che tali minoranze non costituiscono un fattore da tollerare, che comunque
indeboliscono il tessuto unitario della nazione, ma al contrario costituiscono
un fattore di arricchimento della società, da riconoscere e garantire. “La
professoressa Ruth Lapidoth, della Università ebraica di Gerusalemme, che ha
condotto studi approfonditi sulla esperienza altoatesina, sostiene – spiega
Janiki Cingoli, direttore del Centro Italiano per
l’autonomia può esercitarsi sia in un territorio definito, sia su una
popolazione, sui membri di una certa collettività. Per quanto riguarda Israele,
si potrebbe quindi, in base a questo approccio, ipotizzare un certo grado di
autonomia per
e/o nel cosiddetto ‘Triangolo’, su basi territoriali, e uno più diffuso, ma
meno forte, a livello di popolazione, per tutti i componenti di quella
minoranza (per esempio, in termini di uso della lingua araba, di assunzioni nel
pubblico impiego e di accesso ai ruoli più alti, di accesso all’università
etc.)”. “Va ricordato – prosegue Cingoli – che negli anni ’60 si era
manifestato in Alto Adige un forte movimento irredentistico, che si espresse
anche attraverso atti terroristici e cariche esplosive poste sotto i tralicci
elettrici: un movimento che poi si è sostanzialmente estinto non solo per le
attività repressive di sicurezza e giudiziarie delle autorità italiane, ma
perché ai problemi che si erano manifestati venne data, attraverso la attuazione
del processo autonomistico, una positiva e adeguata risposta politica”. Ed è
questo l’aspetto che la delegazione israeliana intende approfondire.
(pap)