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PRIVACY, I CONDOMINI CHIEDONO L’INTERVENTO DEL GARANTE PER LA GESTIONE DELLE TELECAMERE

it@withub.it by it@withub.it
17 Giugno 2008
in In evidenza top news
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Roma, 17 giu – Servono regole chiare per quanto riguarda la gestione delle telecamere condominiali. Il Garante per la protezione dei dati personali ha segnalato al Parlamento e al governo l’opportunità di valutare l’adozione di una disciplina che regoli alcuni aspetti relativi al trattamento dei dati personali determinati dall’installazione di impianti di videosorveglianza nei condomini, materia allo stato non disciplinata specificamente. Secondo quanto comunicato dall’Authority, numerose segnalazioni hanno posto il caso in cui non i singoli condomini, ma l’intero condominio intende installare tali impianti in aree comuni, quali portoni d’ingresso, androni, cortili, scale, parcheggi, anche presso residence o multiproprietà. Dall’esame dei casi emerge l’esistenza di due interessi contrapposti: da un lato l’esigenza di sicurezza delle persone e di tutela di beni comuni; dall’altro, la preoccupazione dei singoli che gli impianti di videosorveglianza possano incidere sulla libertà di muoversi, senza essere controllati, nel proprio domicilio e all’interno delle aree comuni. La questione sottoposta alle Camere – sottolinea il Garante – non trova (né avrebbe potuto trovare) puntuale regolamentazione nel Codice civile del 1942 e, anche rifacendosi ai principi generali, non appare chiaro se l’installazione di sistemi di videosorveglianza possa essere effettuata in base alla sola volontà dei proprietari o se si debba tener conto anche del consenso di altri soggetti, in particolare dei conduttori. Non risulta chiaro, inoltre, con quale tipo di maggioranza possa essere approvata. In questa materia, peraltro, non può essere sottovalutato il divieto contenuto nell’art. 615 bis del codice penale che sanziona chiunque si procura indebitamente immagini relative alla vita privata che si svolge nel domicilio, nozione che secondo alcune decisioni giurisprudenziali può giungere fino a ricomprendere le aree comuni; cosa che comporterebbe la necessaria acquisizione del consenso di un numero assai ampio di soggetti, non sempre di agevole identificazione.


(Cog)

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