Roma, 16 lug – “E’ cresciuta la percentuale degli italiani, ora tocca il 54%, che, per motivi economici, preferisce non fare le vacanze in agosto”. Lo ha riferito, nel corso dell’audizione al Senato, il sottosegretario al Turismo, Michela Brambilla, riportando i risultati di un’indagine svolta a fine giugno su un campione di 17.500 individui. In ogni caso, come sempre, il mese di agosto, registra la massima concentrazione delle vacanze: 9,9 milioni di italiani, contro i 6,2 di luglio e l1,8 di giugno e i 3,5 di settembre. Quanto alla destinazione, tra quanti la hanno già decisa, 13,6 milioni di italiani hanno optato per le vacanze in Italia, mentre 5,9 milioni dovrebbero andare all’estero; 1,8 milioni di italiani, invece, sta ancora programmando la destinazione. Dall’indagine dell’Osservatorio nazionale del turismo emerge però “un altro dato significativo sul primo semestre di quest’anno: solo il 36,1% degli italiani ha preferito soggiornare in albergo, mentre il 45%, quasi un italiano su due, ha scelto soluzioni diverse e, in molti casi, più economiche. Altra annotazione – ha aggiunto la Brambilla – oltre il 70% degli italiani continua a scegliere l’automobile per le vacanze, nonostante i carburanti abbiano ormai raggiunto prezzi proibitivi, mentre l’aereo assorbe l’11,6% e il treno il 13,9%”. In ogni caso “il segno più corposo della crisi è la riduzione della spesa pro capite: sempre nel primo semestre di quest’anno, gli italiani, per soggiorni nel nostro Paese hanno speso in media 488 euro (media di 4,4 notti), il 17,2% in meno rispetto alla spesa sostenuta nel primo semestre 2007. Nello stesso periodo, per le vacanze all’estero (media 6,8 notti) si sono spesi 1.077 euro, il 5,9% in meno dello stesso periodo dell’anno precedente”. E anche il trend della domanda estera verso l’Italia “ non riesce più ad avere la performance che riescono a realizzare Paesi a noi concorrenti”, per diversi motivi primo fra tutti “il rapporto costi-benefeci che per molti turisti si presenta da noi meno concorrenziale rispetto a quello che viene offerto da altri paesi”. Più in generale l’Italia, anche se in buona compagnia con altri paesi europei, sta perdendo quote di mercato “e rischia – ha detto la Brambilla di perderne anche altre se non si porrà mano ad una strategia che, con approccio sistemico, sia in grado di determinare un rilancio complessivo”.
(Epa)