Palermo, 30 set – Lo Stato e la Regione Sicilia investiranno 4 milioni di euro in tre anni per bloccare la “fuga di cervelli” dalla Sicilia. I giovani imprenditori di Confindustria Sicilia per la prima volta parteciperanno a questo progetto offrendo sostegno concreto: i privati contribuiranno con 800 mila euro. Due gli obiettivi: aiutare i giovani siciliani a superare il gap socioeconomico, a inserirsi nel mercato del lavoro e ad avviare nuove imprese; e creare occasioni di rientro nell’isola per i professionisti e ricercatori siciliani che lavorano all’estero. L’accordo è stato siglato questa mattina, presso Confindustria Sicilia, dall’assessore regionale alle Politiche sociali, Francesco Scoma, e dal presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Sicilia, Giorgio Cappello, alla presenza del presidente dei giovani imprenditori di Ance Sicilia, Marcello La Rosa, e dei rispettivi comitati direttivi regionali. Si tratta di attuare, in collaborazione fra assessorato e giovani imprenditori, una delle otto misure, “Giovani e lavoro”, finanziate dall’Accordo di programma quadro “Giovani protagonisti di sé e del territorio”, che nel complesso attiverà investimenti per 32 milioni di euro nell’isola. Sarà creata una cabina di regia presso l’assessorato, con il coinvolgimento delle forze produttive e sociali e del terzo settore. “Sono riuscito a ottenere in extremis queste risorse – ha spiegato l’assessore Francesco Scoma – recuperando un cofinanziamento regionale di 9 milioni di euro in un periodo di ristrettezze di bilancio”. “Ciò perché crediamo fortemente nell’importanza di una organica politica giovanile finalizzata alla formazione e occupazione dei giovani, su cui dobbiamo costruire il futuro della nostra isola. Questo è solo il primo passo, perché contiamo di mettere in campo 550 milioni di euro in sette anni dalla specifica misura del Por per l’inclusione sociale dei giovani. Ed è naturale che agiremo assieme ai giovani imprenditori, perché con le loro competenze e con il loro entusiasmo riusciremo a fare la differenza”. In particolare, le azioni della misura “Giovani e lavoro” riguarderanno giovani dai 14 ai 30 anni d’età. “Vogliamo bloccare la fuga dei neolaureati – ha spiegato Giorgio Cappello – perché a loro affideremo lo sviluppo delle nostre imprese nei campi dell’innovazione tecnologica e dell’internazionalizzazione. I giovani imprenditori entreranno nelle scuole per diffondere la cultura d’impresa e la cultura della legalità, che vogliamo fare diventare finalmente la ‘cultura della normalità’ in Sicilia. A seguire saranno offerti formazione professionale, orientamento universitario, progetti di ricerca scientifica in collaborazione con le università, stage nelle nostre aziende”. “Tutto ciò – ha aggiunto Cappello – porterà alla nascita di giovani imprese fortemente innovative, attorno a nuovi prodotti, che saranno occasione non solo di occupazione stabile, ma anche di rientro in Sicilia dei ‘cervelli’ emigrati. Il nostro modello di sviluppo punta tutto sui giovani: su di loro, assieme al governo regionale, vogliamo costruire una nuova politica economica di rilancio della Sicilia e del Sud”.
(Caf)