Roma, 24 dic – Mai come in questi giorni gli italiani riscoprono i sapori e profumi della loro terra. E’ per questo che, secondo uno studio condotto da Coldiretti, nove connazionali su dieci trascorreranno questi giorni di festa a casa con parenti e amici, spendendo poco più di cento euro a famiglia. Protagonisti i piatti della tradizione nostrana: dal cappone del Piemonte alla minestra di cardi dell’Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta tipici del Friuli alle scillatelle in Calabria. E poi ancora: il pandolce della Liguria, la marchigiana ‘Pizza de Nata’, i canederli del Trentino e lo sfincione della Sicilia, solo per citare alcuni delle portate natalizie. Secondo la Coldiretti, nonostante la crisi, gli italiani non rinunciano al piacere del palato, ma facendo attenzione alla qualità: nel 2008 è cresciuta dell’8% la spesa di prodotti a denominazione di origine e del 23% quella di cibi biologici. Quindi meno caviale, ostriche e salmone e più bollito, cappelletti in brodo e pizze rustiche all’insegna di un passato da riscoprire e di gusti da riassaporare, con un occhio di riguardo al portafoglio. La tendenza è quella di una sostanziale tenuta del cibo made in Italy, con l’abbandono delle mode esterofile pagate a caro prezzo, evitando quindi snobismi come l’acquisto di frutta fuori stagione, partendo dalle ciliegie cilene che supereranno i 20 euro al chilo, senza peraltro garantire la stessa freschezza e genuinità di arance, mandarini, clementine e kiwi di produzione nazionale. Ad accompagnare le delizie nostrane saranno i vini di casa, così come il brindisi finale dove si registra una netta sconfitta dello champagne rispetto allo spumante, con quasi 120 milioni di bottiglie stappate in Italia e all’estero. Passando in rassegna i menu regionali spiccano le portate dell’Emilia Romagna: s’inizia con il tradizionale culatello di Zibello, seguito da tagliatelle al ragù, lasagne, tortellini in brodo con ripieno di carne oppure i gustosi passatelli in brodo. Tra i secondi, non può mancare il cotechino di Modena, servito, come lo zampone, su un letto di lenticchie, il tutto innaffiato dal Pignoletto dei famosi Colli bolognesi e dal Sangiovese. A Roma e dintorni alla vigilia la tradizione privilegia il fritto misto di verdure, accompagnato dal baccalà, mentre per il giorno di Natale non si può prescindere dall’abbacchio al forno con patate.
(Fam)