Roma, 6 gen – Ogni 4 minuti e mezzo in Italia viene bloccato un telefono cellulare rubato per un totale di circa 117 mila apparecchi l’anno. Il dato è stato reso noto da Cpp Italia, divisione della multinazionale inglese specializzata nell’offerta di servizi assicurativi e assistenziali per le famiglie, in occasione del lancio nel nostro Paese di “Cpp Fonesafe”, un’innovativa polizza per la tutela del cellulare contro i rischi di furto, uso fraudolento e danno accidentale. La polizza Fonesafe, il cui premio annuo è pari a 42 euro, offrirebbe anche il rimborso, fino a un massimo di 250 euro, delle spese per il riacquisto del cellulare rubato. “Considerato che in Italia sono attive circa 90 milioni di linee di telefonia mobile – ha spiegato Walter Bruschi, country manager di Cpp Italia – abbiamo lanciato anche in Italia questo prodotto che non si limita a una semplice estensione di garanzia, come avviene per le altre proposte presenti sul mercato, ma che offre diverse opzioni supplementari a cominciare dalla consegna e dal ritiro (tramite corriere) del cellulare da riparare direttamente al domicilio scelto dall’assicurato”. Cpp Italia riferisce che da giugno 2007 ad agosto 2008 sono oltre 176 mila i telefonini italiani finiti nella lista nera del Ceir (Central equipment identity register), una sorta di registro informatico, attivo dal giugno 2004 e curato dalla Gsm Association, al quale operatori di telefonia mobile e forze dell’ordine comunicano il codice alfanumerico Imei (International mobile equipment identity), che identifica ogni singolo telefonino anche quello rubato. Solitamente nel giro di 48 ore l’apparecchio viene bloccato. Intanto i dati Istat confermano che la diffusione del cellulare in Italia nel 2007 è ancora in forte crescita: l’85,8% degli italiani con età superiore ai 6 anni ha almeno un telefonino. Le percentuali più elevate si registrano nel Centro dove quasi 9 residenti su 10 hanno un cellulare, e nel Nord dove si è raggiunto l’86,3% di utilizzatori. Nel Mezzogiorno si rileva, invece, l’incremento maggiore dall’80% del 2006 all’83,1% del 2007. Bruschi rileva però che “mentre in altri Paesi europei le polizze di tutela per i cellulari sono assai diffuse e si vendono insieme alle stesse Sim card, in Italia siamo di fronte a un mercato ancora inesplorato”.