Roma, 22 feb – La moda italiana sfida la crisi
internazionale. E smentisce le tetre previsioni formulate con l’inizio del caos
finanziario che ha travolto i mercati di tutto il mondo. Gli ultimi dati
confermano che, nonostante le difficoltà, il business legato ai beni di lusso
tiene e, anzi, traina gli altri settori più penalizzati. Se i gioielli e gli
orologi pagano maggiormente lo scotto della nuova “austerity” che si
è imposta prepotentemente già dalla fine del 2008, grandi firme del made in Italy
come Gucci e Versace continuano a registrare risultati positivi e rilanciano il
mercato nel mese delle sfilate con le proposte per il prossimo inverno. Il
colosso francese Ppr, che controlla tra gli altri anche Gucci, ha confermato
che la casa di moda guidata da Frida Giannini ha visto le vendite del quarto
trimestre 2008 salire al 3,4 per cento, pari a 640 milioni di euro. Non è da
meno il brand Versace, che ha riportato incrementi addirittura dell’8,2 per
cento. Entrambe le maison hanno vinto una scommessa che sembrava impossibile:
custodire gelosamente l’identità del loro brand piuttosto che adeguarsi ai
diktat imposti dalla recessione. “Nonostante le difficili condizioni di
mercato, in peggioramento trimestre dopo trimestre, Ppr ha messo a segno delle
performance finanziarie soddisfacenti nel 2008 – ha ribadito François-Henri
Pinault, presidente e direttore generale del gruppo transalpino -. Abbiamo
dimostrato capacità di adattamento e di reazione a un cambiamento così
repentino e profondo della situazione di mercato. La crisi può influenzare la
velocità dei nostri piani, ma non la forza del nostro gruppo, che è
solido”.Il 2008 si è chiuso per Ppr con un giro d’affari cresciuto del 5,8%, con
20,2 miliardi di euro rispetto ai 19,1 miliardi del
stabile a 924 milioni di euro rispetto ai 922,3 milioni dell’anno precedente.
Nonostante la flessione dell’1,5 per cento rispetto allo stesso periodo del
2007, le vendite complessive del gruppo – cui fanno capo Puma, Gucci group
(Gucci, Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Boucheron, Sergio
Rossi, Alexander McQueen e Stella McCartney), Fnac, Redcats e Conforama – hanno
registrato un aumento di circa il 6%. “Bisogna evitare di fare mosse che
potrebbero penalizzare il posizionamento del marchio – spiega il direttore
generale di Versace, Giancarlo Di Risio -. Soprattutto bisogna essere coerenti
con la propia strategia e con se stessi, costituire un preciso punto di
riferimento per i propri clienti. Questo periodo, come tutti gli altri periodi
di crisi, finirà prima o poi, e i clienti si ricorderanno di quei marchi che
saranno stati fedeli alla propia linea”. Appuntamento dunque a Milano, con
le imminenti passerelle del prêt-à-porter firmate Versace e Gucci per l’inverno
che verrà.
(A.Sc.)