Roma, 6 mar – Gli occhiali assomigliano a due fanali, il phard rosa sugli zigomi e il rossetto rosso fanno venire in mente una bambola di porcellana. L’hanno definita un fumetto, un cartone animato. Hanno detto che è un personaggio costruito, che la sua postura è da zecchino d’oro, che ricorda un’imitazione della Marchesini di qualche anno fa, che è l’ Ugly Betty italiana. Eppure, impacciata non lo è così tanto: è timida quanto basta, è modesta e semplice, leggera e spensierata. Non sa spiegarlo nemmeno lei perché all’improvviso un intero Paese canticchia: “Sincerità un elemento imprescindibile per una relazione stabile che punti all’eternità…”. “Oggi ho paura che venga data più attenzione al personaggio che alla mia musica. So di essere dappertutto: in radio, in tv, sui giornali e quasi temo che questa sovraesposizione possa alla fine farmi risultare antipatica. Se accetto questi inviti è per gratitudine, gentilezza e per un unico motivo: per ringraziare tutti dell’attenzione che mi state dando”. Rosalba Pippa, per tutti Arisa, dalle iniziali dei nomi dei propri famigliari, ora vuole cantare, far capire quanto vale e presenta così l’album che arriva dopo la vittoria sanremese nella categoria “Proposte”: “L’autore principale dei testi dell’album è Giuseppe Anastasi, i brani ‘Abbi cura di te’ e ‘Te lo volevo dire’ sono firmati anche da Marco Conidi; mentre Maurizio Filardo è co–autore di ‘Piccola rosa’. È un album ricco di ironia e positività con molteplici orizzonti sonori”. Sincerità è composto da 10 brani che raccontano il mondo musicale di Arisa: un mondo fatto di suoni semplici e delicati come la sua voce, ma anche di testi ironici e realistici, storie d’amore, gelosia e poesia dei gesti quotidiani. “Vorrei che l’interesse nei miei confronti si spostasse sulla musica, su quello che voglio fare. Sono grata alle persone che hanno fatto in modo che io risultassi popolare ma non vorrei che la cosa mi si rivoltasse contro: so di essere buffa, di avere una verve ironica, di risultare simpatica. È il mio carattere e mi piace che le persone se ne accorgano. Spero però, che il pubblico non si stanchi di me, che le persone non vedano questo mio continuo apparire come qualcosa di fastidioso”. Arisa ha i piedi per terra, è ferma e razionale: “Sanremo è finito due settimane fa. Ora è il momento di dimostrare qualcosa in più. Tutto questo oggi c’è, ma so che potrebbe finire: questo mondo sa essere tanto accogliente quanto denigrante. Dovrò stare molto attenta e gestire bene quello che mi gira intorno”. Rosalba pala del suo cd, come di un album in cui ogni traccia sembra esserle stata “cucita addosso”: si apre con una trilogia autobiografica dalle variopinte suggestioni sonore: una languida chitarra hawaiana per la title-track; le atmosfere reggae fra “No Woman No Cry”di Bob Marley e “Master Blaster” di Stevie Wonder nel brano “Io sono”, fino agli accenti elettronici da ballata dei Depeche Mode che punteggiano “La mia strana verità”. “Le canzoni – racconta Arisa – sono nate su di me. Le sento tutte molto mie ma quando, per la prima volta, ho ascoltato ‘La mia strana verità’ ho pianto: lì ho capito che Beppe è la persona che più mi conosce al mondo”. Rosalba nel suo cd ringrazia Renato Pozzetto come Totò, Sandra e Raimondo Vianello come Mia Martini, perché , spiega, “sono personaggi che mi hanno emozionato”: un grazie particolare lo deve proprio a Beppe ovvero, Giuseppe Anastasi autore principale dei testi dell’album, oltre che suo fidanzato. “Anche ‘Pensa così’ l’ha scritta Giuseppe, è indirizzata ad una persona che non crede più in se stessa: ho deciso di cantarla perché in questo testo vengono usati ‘elementi puri’ come gli animali, che bene sanno rendere un messaggio semplice e importante: ognuno di noi è speciale e prezioso. È un invito a credere di più in se stessi”. “’Piccola Rosa’ – aggiunge infine Arisa – è invece una ninna nanna scritta per una bambina molo vicina a noi che aveva una malformazione cardiaca. ‘Buonanotte’ poi, è un appunto universale che chiude il disco”. Rosalba, che ammette, “non può vivere senza trucchi e cipria sbiancante” spiega che le tematiche affrontate nel disco, anche quelle negative, come delusioni è tradimenti, sono state raccontate con ironia e leggerezza: “Spero di poter girare un video su ‘Te lo volevo dire’ che racconta di una donna tradita alla vigilia delle nozze e di tutti i ‘riti’ tipici di un paesello del sud. Magari potrei coinvolgere proprio il mio di paese”. Arisa è di Pignola in provincia di Potenza: “Finalmente quando si parla di me si parla anche della Basilicata e di Potenza: bene, benissimo. Porto sempre con me la genuinità propria di chi nasce in un ambiente contadino. Oggi so che posso confrontarmi con chiunque, ammettendo sempre però sempre i miei ‘confini’”. “La mia vita è molto cambiata – aggiunge Rosalba –, trovo i paparazzi sotto casa, prima mi muovevo con i mezzi pubblici e oggi c’è un auto che mi aspetta. Non so quanto durerà ma la felicità più grande, l’emozione più forte che tengo dentro è l’applauso, il tifo quasi da stadio della sala stampa dell’Ariston dopo aver vinto il Festival. Lì ho capito, dopo anni di dubbi e interrogativi, che finalmente qualcosa di buono ero riuscita a farlo”. (Gil)
