Bene l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014 ma “vanno ancora specificati per il periodo 2013-2014 ulteriori interventi per un importo cumulato pari circa al 2,3% del Pil”. E’ questo il richiamo all’Italia contenuto nel bollettino mensile della Banca centrale europea, nel quale vengono analizzati i programmi di stabilità dei Paesi dell’area euro. Piani che “in molti casi” non convincono gli esperti dell’Eurosistema perché “l’evoluzione del risanamento presentata nella maggior parte dei programmi non trova sufficiente riscontro in misure concrete”, soprattutto dopo il 2011 (un esempio è la Spagna).
Quanto alla crescita, l’istituto di Francoforte sottolinea un suo rallentamento nel secondo trimestre da attribuire al fatto che “la vigorosa crescita del primo trimestre è in parte dovuta a fattori straordinari, il cui impatto verrà meno nel secondo trimestre”. Le stime sul 2011, invece, confermano il rialzo sia per la crescita che per l’inflazione nell”area euro. Le proiezioni contenute nel bollettino della Bce prevedono una crescita economica compresa fra 1,5% e 2,3% quest’anno, e fra 0,6% e 2,8% nel 2012. Anche l’espansione dei consumi privati, si spiega, “dovrebbe essere contenuta nel 2011 per l’impatto negativo dei rincari delle materie prime sulla crescita del reddito disponibile reale”, mentre l’anno prossimo “dovrebbe registrare un’accelerazione”. L’inflazione poi nel 2011 dovrebbe stabilirsi fra 2,5 e 2,7%, nel 2012 fra 1,1% e 2,3%. Un andamento verso l’alto che preoccupa la Banca centrale, che ritiene “necessario tenere un atteggiamento molto vigile” e si dice pronta a intervenire “con fermezza e tempestività”. Probabile a questo punto un rialzo dei tassi di interesse. Sul fronte greco, invece, oggi il commissario europeo per gli Affari economici Olli Rehn ha parlato di un salvataggio in due tempi: domenica prossima la tranche da 12 miliardi e l’11 luglio una decisione dei 27 sulla partecipazione dei privati al secondo intervento d’aiuto. Su questo e su altri punti esistono posizioni diverse all’interno dell’Ue ma Rehn ha invitato tutti a superare le divergenze perché con questa azione coordinata, d’intesa con il Fondo monetario internazionale, “potranno essere evitati scenari catastrofici”. Anche perché, ha chiosato Rehn, “non abbiamo piani B”. (Pif – 16 giu)
