Roma, 8 ott -“Il caso Pandora Papers ci mette per l’ennesima volta di fronte alla
piaga dei paradisi fiscali, dopo i precedenti LuxLeaks, SwissLeaks, Panama Papers e
Paradise Papers. Se la faticosa uscita dalla pandemia è già oggi occasione per
ridiscutere il Patto di stabilità, il Fiscal Compact, le regole di ingaggio della
Bce, deve necessariamente essere anche l’occasione per aumentare la pressione intorno
ai paradisi fiscali. E’ anche così che si recuperano ingenti risorse, non certo
limitando la portata di misure di successo come il Superbonus 110% o lasciando ai
posteri una riforma del catasto che, come chiede da anni l’Ue, rischia di tradursi in
un aumento inaccettabile delle tasse sulla casa”. Lo comunica in una nota Emiliano
Fenu, capogruppo M5S in Commissione finanze del Senato. “Vorrei rammentare che stime
concordanti di Forum Ambrosetti, Oxfam e Tax Justice Network sostengono che l’Italia
perde ogni anno circa 7 miliardi di euro di entrate a causa dei paradisi fiscali, la
cui gran parte deriva da paradisi fiscali europei. A identificarli, tra l’altro, ha
concorso lo stesso Parlamento europeo, all’esito dei lavori della Commissione
speciale Tax3, che ha individuato sei Paesi Ue responsabili di una sorta di dumping
fiscale. Per questo il MoVimento 5 Stelle ritiene che l’autorevolezza di cui
l’attuale Governo è accreditato debba debba essere spesa a livello europeo e
internazionale per contrastare la diffusione dei paradisi fiscali e la speculazione
finanziaria. E’ lì che si farebbe davvero ‘cassa’, non certo recuperando risorse con
messaggi equivoci come un Superbonus 110% a tempo oppure diffondendo la percezione di
un possibile aumento delle tasse sulla casa dal 2026”, conclude l’esponente
pentastellato.