Roma, 2 lug – Negli ultimi sei mesi – quelli della crisi più
forte – l’occupazione ha continuato a crescere nelle imprese cooperative
aderenti a Legacoop. Dai dati disponibili relativi al primo semestre 2009 – che
riguardano circa 187.000 unità, pari a quasi il 40% dell’occupazione totale
delle cooperative aderenti al 2008 – si evince che, anche in questo scorcio di
anno, l’occupazione è aumentata, mettendo a segno un +1,3%. In termini
assoluti, si tratta, per il segmento ed il periodo considerati, di circa 2.400
nuovi posti di lavoro. Un andamento generale di tenuta che, anche se evidenzia
un rallentamento del ritmo di crescita registrato dalle cooperative di Legacoop
nell’ultimo triennio, “appare comunque confortante – si legge in una nota
dell’associazione -, soprattutto se rapportato ai dati forniti dall’Istat,
secondo i quali a marzo 2009 l’occupazione, rispetto al dicembre 2008, è
diminuita dello 0,3% , facendo riscontrare una perdita di circa 383 mila unità.
Un dato, quest’ultimo, che potrebbe oltrepassare, in assenza di una inversione
di tendenza, la perdita – tra giugno 2008 e giugno 2009 – di 600.000 posti di
lavoro, prevista già lo scorso dicembre”. “Tuttavia – sottolinea Legacoop -,
non manca la preoccupazione per le difficoltà che si evidenziano in talune aree
del Nord Ovest e del Mezzogiorno e in alcuni comparti di attività, in
particolare per quanto riguarda il settore della logistica e quello
dell’industria, dove la crisi fa sentire i suoi effetti soprattutto nelle
aziende manifatturiere attive nei comparti legati all’edilizia e in quelle che
operano nei mercati più esposti alla concorrenza internazionale. Non va poi
dimenticato lo sforzo particolare realizzato con il progetto Mille cooperative
in tre anni: durante l’annata 2008/2009, il fondo di promozione cooperativa
Coopfond ha contribuito a creare nella cooperazione ben 1.637 nuovi posti di
lavoro, in cooperative nuove o già esistenti, tornando ai livelli del 2006/2007
(1.765) dopo i 682 ai quali si era fermato nel 2007/2008”. Si tratta di
risultati tutt’altro che episodici, spiega Legacoop: “Nei dieci anni precedenti
la crisi (1997-2007) le cooperative di Legacoop avevano duplicato gli occupati,
passando da 225mila a 459mila addetti (più 103,8%). Anche nel 2008, alla vigilia
della crisi, la percentuale di imprese intenzionate a fare assunzioni era
doppia tra le cooperative rispetto alla media nazionale: 53,2% contro 28,5%
(dati Sistema informativo Excelsior – Unioncamere). E alla fine dell’anno
l’occupazione tra le associate Legacoop, sulla base dei dati di preconsuntivo,
era davvero cresciuta, con un ulteriore passo avanti del 2,7%, portando a
472.145 il numero complessivo degli occupati”. All’origine di questa capacità
di tenuta non c’è solo la spinta manifestata negli anni, ma soprattutto ci sono
la natura e la conseguente evoluzione delle cooperative. Se, infatti, nel 1951
le dimensioni medie delle cooperative erano pari alla metà rispetto alla media
delle società italiane (12,8 addetti contro 24,5), cinquant’anni più tardi
erano diventate il doppio (17,5 addetti contro 7,8 – dati Censimenti). “Ovvio –
si legge sempre nel comunicato – che imprese di dimensioni maggiori, con una
dotazione finanziaria più consistente, si rivelino maggiormente in grado di
affrontare con successo anche i mesi difficili della crisi. Ma non sono tanto e
solo quantitativi i buoni risultati che la cooperazione può vantare sul
versante occupazionale. Il lavoro qui, infatti, è ancora capace di mettere
concretamente al centro la persona, assicurando maggiore stabilità e qualità”. Un
lavoro stabile: ancora nel
a
cooperative è stato inserito con un contratto a tempo indeterminato, 3 punti in
più rispetto alla media riferita al totale delle imprese. In parallelo è minore
il ricorso a forme contrattuali flessibili: i contratti di inserimento o
apprendistato sono stati solo il 6% contro una media nazionale pari al 10%
(dati Istituto Tagliacarne). Un lavoro di qualità: nel 2007 oltre un terzo
delle cooperative italiane ha realizzato al proprio interno attività di
formazione: una percentuale di oltre 10 punti superiore rispetto a quella
registrata dalla media delle imprese nazionali (dati Sistema informativo Excelsior
– Unioncamere). Quella cooperativa è, infine – sottolinea Legacoop -,
un’occupazione capace di rispettare maggiormente le pari opportunità: la quota
di lavoro femminile nella cooperazione è 7 punti sopra la media registrata
nelle altre forme di impresa (45,5 contro il 38 per cento, dati Censimento
2001). Un’indagine a campione su 108 cooperative aderenti a Legacoop ha
rilevato a questo proposito due dati interessanti: l’87% delle lavoratrici sono
assunte a tempo indeterminato e lavorano in cooperazione in media da 11 anni, a
riprova della stabilità e continuità occupazionale che il sistema cooperativo
riesce ancor oggi a garantire”. (Roc)