Roma, 2 ago – “Come te nessuno mai”, verrebbe da commentare parafrasando il titolo di un fortunato film. I Mondiali di nuoto di Roma – cancellati con i record i dissapori della vigilia legati alle strutture ospitanti – regalano alla storia dello sport una delle migliori prestazioni di sempre dell’Italia del nuoto in una rassegna iridata. Solo a Fukuoka il bottino era stato maggiore, con 13 medaglie contro le 10 di questa edizione. Per questo Roma09 va in archivio come una rassegna a suo modo unica per i colori azzurri, non fosse altro perché, a dispetto del minor numero di medaglie, la pattuglia italiana ha dato quest’anno un’impressione di forza mai fornita in passato. Su tutto basta citare i tre record del mondo di Federica Pellegrini che hanno fatto da contorno alle due splendide medaglie d’oro. Si chiude insomma con dieci medaglie (quattro d’oro, un argento e cinque bronzi) e con nove quarti posti che, con un po’ di fortuna, si sarebbero potuti trasformare in qualche medaglia in più. Clamoroso quello di Tommaso e Nicola Marconi nel sincro da tre metri, una medaglia di legno che non è stato di bronzo per decimi di punto. Ma l’Italia è promossa a pieni voti, così come Roma e il pubblico romano. Non a caso il presidente della Federazione italiana nuoto Paolo Barelli, nella conferenza stampa finale, per fare il bilancio sulla rassegna, ha parlato subito di “un grande successo mediatico”. “Nei mesi che hanno preceduto il Mondiale si era parlato molto degli impianti. Alcuni temevano che non sarebbero stati completati in tempo. Invece è stata proprio l’impiantistica a ricevere i maggiori apprezzamenti, anche dalle delegazioni straniere – rivela il numero uno della Federnuoto -. Al Foro Italico abbiamo realizzato due impianti temporanei, lo stadio della pallanuoto e quello del nuoto sincronizzato, che hanno accolto ogni giorno migliaia di tifosi”. “Il successo di questo Mondiale che, come ha affermato il presidente della Fina Julio Cesar Maglione, è stato il migliore della storia dei campionati del mondo – prosegue Barelli – è legato in particolare alla dislocazione delle piscine che si trovano tutte in un raggio ridotto e distano tra loro soltanto pochi metri. Questo ha facilitato gli spostamenti di tutti: dagli atleti, agli operatori della comunicazione”. “Anche il pubblico ci ha premiati – ha aggiunto Barelli – raggiungendo Roma da tutta Italia e non solo. Vedere lo stadio del nuoto sempre pieno, colorato dalle bandiere tricolori, con 14000 spettatori a fare il tifo per gli azzurri, è stata un’emozione unica”. E non potevano sfuggire al presidente le considerazioni sul nostro medagliere. “Soltanto a Fukuoka avevamo fatto meglio vincendo 13 medaglie” dice, sottolineando però che, i numerosi piazzamenti nelle finali e medaglie storiche come quella di Beatrice Adelizzi nel nuoto sincronizzato, fanno parte di un totale che “costituisce un risultato di spessore tecnico per le nostre squadre Nazionali che dimostra la crescita progressiva del nuoto italiano e che sono sicuro che porterà un nuovo incremento dei praticanti”. Intanto, citiamo ancora un film, “Arrivederci Roma”.
(Cog)