Roma, 11 ago – Nonostante la crisi economica i
giovani italiani continuano a viaggiare. Anzi la vacanza estiva continua a
rappresentare un “punto fermo” per i ragazzi e per gli adulti. Questo il
bilancio di metà estate del Centro Turistico Studentesco e giovanile. Si
conferma infatti un incremento delle partenze dei giovani (tra i 18 e i 35
anni), che continuano a prediligere le mete estere per trascorrere il periodo
di villeggiatura. Per quanto riguarda le tratte di lungo raggio, si registra un
notevole aumento delle partenze per
favorevole per il cambio. Nel Mediterraneo le mete preferite restano Grecia –
con le isole di Mykonos, Santorini, Ios – e Spagna che registrano un incremento
del 15%. Questi paesi, accanto ai prezzi contenuti e al mare cristallino,
offrono anche lo splendore delle città d’arte e numerose strutture per il
divertimento, e continuano pertanto ad attrarre i giovani. Positivo il trend
anche per l’Italia che ha visto un incremento del 16% rispetto alla scorsa
estate. Decisamente buono è anche l’aumento delle destinazioni Europee:
Francia, Gran Bretagna, Olanda e Spagna registrano un trend positivo tra l’8 ed
il 10%. A discapito dell’influenza di tipo A per i giovani la formula più
“gettonata” è la scelta di una vacanza studio in Gran Bretagna e Malta: inglese
e spagnolo le lingue più richieste. Piacevole
sorpresa in questo panorama che ‘tiene’ è l’affermarsi dell’ecovacanza. Parchi
naturali, aree marine protette e campi di ricerca registrano aumenti del 25%.
“Nonostante tutto possiamo ritenerci soddisfatti del trend estivo – ha spiegato
Fabio Savelloni, direttore Vendite CTS. La situazione economica ha naturalmente
portato maggior attenzione nella spesa per i viaggi, che si concretizza in una
riduzione del numero dei viaggi fatti durante l’anno. Ma gli italiani alla
settimana di vacanza al mare non ci rinunciano davvero, fosse l’unica. Molti
aspettano le offerte last minute e last second, quelle da cogliere al volo per
le destinazioni più disparate a prezzi scontatissimi”. “I dati sul turismo nei
parchi testimoniano che le aree protette sono diventate una realtà economica
importante. I parchi e le aree marine protette, oltre a custodire un patrimonio
di biodiversità, rappresentano anche uno strumento per lo sviluppo
socio-economico di questi territori che possono trarre dal turismo di qualità
un’occasione per dare un nuovo impulso all’economia e all’occupazione locale”.
(Red)