Roma, 28 ago – “Schiscetta” è la parola d’ordine per
conciliare dieta e risparmio nella maggior parte degli uffici italiani. Basta
panini e tramezzini da bar, torna e si conferma come un must il pranzo
preparato a casa e conservato in piccoli contenitori. Uno studio del magazine
enogastronomico Alice Cucina (Sitcom editore) ha valutato le abitudini
alimentari di 97 uffici italiani, raccogliendo informazioni su 921 lavoratori,
durante il primo semestre 2009. Mense, bar, pizzerie o trattorie sono ormai un
lontano ricordo per impiegati e professionisti che popolano ogni giorno gli
uffici delle città italiane. Aumenta – infatti – il numero (59% del campione)
di coloro che si preparano a casa il pranzo da consumare poi durante la
sospirata pausa: un panino con le verdure grigliate, un’insalata leggera, una
frittatina con le erbe profumate. Un retaggio operario di padri e nonni che
torna ad imporsi come uno stile di vita, oltre che un’alternativa ai costosi
ristoranti e alle poco salutari paninoteche e fast food. Ma chi sono gli
habitué del pranzo fai da te e i motivi che li spingono a scegliere questa
soluzione? Il 71% degli “schiscettisti” ha tra i 25 e i 40 anni, di sesso
prevalentemente maschile. Le donne sono in minoranza e spesso si accontentano di
un frutto o di uno snack. Avvocati e PR risultano i più accaniti sostenitori
del pranzo autogestito (31% e 27% del campione) tanto che alcuni di loro, hanno
creato un piccolo prontuario di ricette da “schiscetta” (oppure tupperware,
lunch-box, gamella, gavetta, bento, eccetera) che aggiornano e si scambiano sul
web. Sempre sul fonte tecnologico c’è chi usa piccoli scaldavivande usb, cioè
riscaldabili quando connessi alla presa usb del pc dell’ufficio. Poi segretarie
(2%), ragionieri (11%), assicuratori (9%) e consulenti di vario tipo (21%)
anche loro orientati a questo particolare trend. La spesa media fuori ufficio
dichiarata dagli intervistati è compresa tra i 5 e i 12 euro per un pasto
comprensivo di acqua, frutta o dolce, che in un mese può raggiungere il picco
medio anche di 150 Euro. Ma è davvero possibile risparmiare qualche spicciolo e
ricavare gusto e qualità utilizzando la schiscetta? A rispondere Mattia Poggi,
giovane chef emergente, che proprio per il numero di settembre del magazine
Alice Cucina ha ideato una scelta di ricette create appositamente per la pausa
pranzo alla scrivania: “Scegliere di portare il cibo da casa è un’abitudine
indubbiamente salutare e conveniente. Per tutti coloro che hanno a disposizione
un microonde in ufficio, è possibile scaldare paste, carni e verdure con una
vasta gamma di abbinamenti. Sconsiglio tuttavia la pratica purtroppo diffusa
del desk-eating. È opportuno invece non consumare il pasto alla scrivania.
Telefono e mail non devono interrompere la pausa pranzo. Sedetevi e
concentratevi su ciò che state mangiando. Mangiare velocemente compromette la
digestione, impedisce di avere un effetto saziante e così facendo apprezzate in
maniera minore il gusto dei cibi”. Le aziende che offrono il servizio di
lunch-box nelle principali città sono ancora poche, ma, è un business destinato
a crescere. Piatti dietetici o vegetariani sono i più richiesti, ma c’è anche
chi ordina la prima colazione o lo spuntino. Tutto rigorosamente consumato
davanti al pc. In un condominio milanese – racconta uno degli intervistati –
pare addirittura che il portiere dello stabile abbia organizzato una sorta di
servizio schiscetta a domicilio. L’impiegato sceglie la pietanza la mattina e
il pranzo gli viene consegnato direttamente in ufficio avvolto nel cellofan, ad
un prezzo davvero competitivo. Un bel modo per combattere la crisi.
(red)