ridurre di circa due terzi l’incidenza di infezioni setticemiche serie o letali
in neonati prematuri di bassissimo peso alla nascita. Si tratta di una scoperta
“tutta italiana” straordinariamente positiva e altamente apprezzata
internazionalmente. Positiva non solo per la grande qualità scientifica dei
risultati, ma anche per l’eccellenza dell’organizzazione e del coordinamento
fra i partecipanti all’iniziativa. I risultati dello studio condotto da un
gruppo di pediatri neonatologi italiani su neonati prematuri sono stati
pubblicati sul numero del 7 ottobre di “Journal of American Medical Association
(JAMA)”, una delle più importanti riviste di medicina internazionali. Lo studio
è stato definito da vari commentatori stranieri “una pietra miliare negli
annali della terapia neonatologica” e ha meritato l’editoriale della rivista a
firma di David Kaufman professore alla University of Virginia Medical School.
Di cosa si tratta? Il titolo dell’articolo è il seguente: “L’uso della
lattoferrina bovina come integratore alimentare per la prevenzione della sepsi
a insorgenza tardiva nei neonati di bassissimo peso alla nascita”. Alcune
parole di spiegazione. Anzitutto, la lattoferrina è la più importante proteina
contenuta nel siero del latte umano, di cui il colostro è particolarmente
ricco, ed è implicata nelle difese immunitarie del neonato, possedendo attività
antibatteriche ed immunostimolanti. Anche la lattoferrina bovina ha mostrato
attività contro batteri sia gram-positivi che gram-negativi, funghi, come
famiglie diverse come rotavirus, enterovirus e adenovirus. In secondo luogo, le
infezioni setticemiche, (dal gerco sepein, putrefare), vale a dire quelle
condizioni tossiche dovute alla diffusione all’intero organismo di
microorganismi o delle loro tossine da un’originaria infezione locale,
continuano a rappresentare la principale causa di mortalità o di gravi
conseguenze invalidanti tra i neonati con bassissimo peso alla nascita, (Very
Low Birth Weight, VLBW) cioè inferiore ai
estremamente basso (Extremely Low Birth Weight, ELBW) cioè inferiore ai
ad insorgenza tardiva (o “late-onset”) per distinguerle dalle infezioni che
avvengono alla nascita o nei primissimi giorni dopo il parto. Queste infezioni
temibilissime sono in genere di origine ospedaliera e colpiscono in media più
di un bambino su cinque, tra i neonati VLBW. Per dare una dimensione del
fenomeno, nei soli Stati Uniti ogni anno nascono circa 65.000 bambini di peso
inferiore al kilo e mezzo; questo numero si traduce in 13000 infezioni con
circa 2300 morti e gravi difetti neurologici in circa 3000 dei sopravvissuti
alle infezioni. Per i bambini sotto il kilogrammo la situazione è ancora più
disperata con conseguenze neurologiche che vanno dal 45% al 57% dei sopravvissuti
ai vari tipi di infezioni. Il gruppo di neonatologi italiani, primo autore
Paolo Manzoni, neonatologo al Sant’Anna di Torino ha dunque cercato di capire
se la lattoferrina bovina – aggiunta alla dieta di questi fragilissimi neonati,
da sola o in combinazione con Lactobacillus rhamnosus GG (LGG) – fosse in grado
di ridurre l’incidenza di setticemia. Lo studio clinico è stato condotto in
modo estremamente rigoroso dal punto di vista metodologico (in doppia cecità e
controllato da un placebo, vale a dire senza che medici o familiari sapessero
se stessero amministrando la proteina o una sostanza inerte) su 472 neonati di
bassissimo peso alla nascita. I risultati sono stati altamente significativi:
le infezioni setticemiche ridotte di circa due terzi (5,9% nel gruppo trattato
con la sola lattoferrina, 4,9% nel gruppo trattato con lattoferrina e LGG
contro il 17% di infezioni nel gruppo placebo). L’effetto è stato dimostrato
anche superiore in bambini di peso estremamente basso (ELBW) dove l’incidenza
di infezioni è stata del 11,3% nel gruppo trattato con lattoferrina, 11,1% nel
gruppo trattato con lattoferrina e LGG contro 36,7% nel gruppo trattato con
placebo. “La prevenzione della sepsi nei neonati può essere ottenuta attraverso
l’aggiunta di un semplice fattore nutritivo, facilmente disponibile e non
costoso che risulta straordinariamente ben tollerato e può essere usato in
tutte le circostanze compresi i paesi in via di sviluppo” ha commentato
modestamente il dr. Manzoni. Gli autori dell’articolo: Paolo Manzoni, Matteo
Rinaldi, Silvia Cattani, Lorenza Pugni, Mario G Romeo, Hubert Messner, Ilaria
Stolfi, Lidia Decembrino, Nicola Laforgia, Federica Vagnarelli, Luigi Memo,
Linda Bordignon, Onofrio S Saia, Milena Maule, Elena Gallo, Michale Mostert,
Cristiana Magnani, Michela Quercia, Lina Bollani, Roberto Pedicino, Livia
Renzullo, Pasqua Betta, Fabio Mosca, Fabrizio Ferrari, Rosario Magaldi, Mauro
Stronati, Daniela Farina in rappresentanza dell’ Italian Task Force for the
Study and Prevention of Neonatal Fungal Infections, the Italian Society of
Neonatology.
(Pa. Ba.)