Roma,
23 ott – “Oggi che siamo noi ad accogliere gli immigrati e che siamo diventati
un paese di grande immigrazione, non dovremmo mai dimenticare di essere stati a
nostra volta un paese di emigrazione”. Con queste parole il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano ha commentato l’inaugurazione del Museo
dell’emigrazione allestito all’interno del complesso monumentale del Vittoriano
di Roma. Napolitano ha ricordato che gli italiani che emigrarono lo fecero “in
condizioni durissime che non dovremmo mai dimenticare”. Si è trattato, ha
spiegato il presidente, “di un capitolo essenziale della nostra storia” e con
l’approssimarsi del 150/o anniversario dell’Unità d’Italia “non possiamo
dimenticare il fatto che nell’Italia pur unita, tanti italiani non trovarono
lavoro, e furono costretti a partire”. Il museo, nato grazie all’impegno del
sottosegretario con delega per gli Italiani all’estero Alfredo Mantica e delle
competenti Direzioni generali del Ministero, è stato organizzato e allestito in
circa sei mesi, grazie al lavoro intenso del comitato scientifico. Si articola
in un percorso di cinque sezioni con documentari dell’Istituto Luce, musica e
canzoni popolari, testimonianze audio e video, foto, giornali e riviste
d’epoca, frasi significative, aspetti e oggetti caratteristici, date salienti.
“Il museo è stato allestito seguendo logiche moderne – ha spiegato il direttore
Alessandro Nicosia – e da un comitato scientifico prestigioso” che ha riunito
“tanto materiale di documentazione ma anche tanti filmati e scenografie
fortemente simboliche”. Quello legato all’emigrazione “è un patrimonio immenso
e molto va ancora recuperato”, ha detto Mantica. La permanenza della mostra a
Roma è per ora prevista fino al 31 dicembre del 2011, ma l’auspicio del
sottosegretario Mantica è “che il museo resti stabile al Vittoriano, il
monumento dedicato all’Italia”. Tra le iniziative in programma anche quella di
portare il museo in giro per le regioni italiane e per il mondo affinché anche
le comunità italiane possano vedere l’esposizione, perché “la storia dell’emigrazione
va riportata alla storia nazionale, dato che gli emigranti hanno partecipato,
anche da lontano, alla costruzione dell’Italia”. La mostra è rivolta anche
molto alle scuole “visto che i libri di storia – afferma Mantica – ne parlano
molto poco” e la mostra è strutturata in modo moderno e giovane grazie alla
grande quantità di materiale multimediale e interattivo. “Il museo è nato da
un’esigenza forte”, ha spiegato Nicosia che, insieme al presidente del Centro
Studi Emigrazione Lorenzo Prencipe, ha curato anche il catalogo della mostra:
“Non poteva mancare in Italia – ha detto Nicosia – un punto di riferimento, una
casa dell’emigrazione”. Di musei regionali o locali dell’emigrazione ne
esistono tanti, ma “non c’era un momento di coagulo e il Vittoriano ci è
sembrato il luogo più idoneo, perché portatore di tanti simboli”. Con il Museo
dell’emigrazione viene messo a sistema per la prima volta nel Paese l’immenso
patrimonio storico e culturale italiano inerente l’emigrazione.
(Cle)