Roma, 25 ott – E’ possibile vivere per una settimana rinunciando a piccole comodità per abbattere il proprio impatto ambientale? E’ la sfida lanciata dal “No Impact Experiment”, l’iniziativa promossa dall’Huffington Post per far riflettere gli utenti sul proprio stile di vita suggerendo semplici comportamenti per renderlo più sostenibile. L’idea è nata dall’esperienza del blogger americano Colin Beavan: a partire dal novembre del 2007, con sua moglie, sua figlia e il suo cane ha deciso di ridurre al minimo i suoi consumi per un anno intero a New York, limitando l’uso delle corrente elettrica, di ascensori, aria condizionata e persino carta igienica. Dagli sforzi di questa piccola famiglia è stato tratto il libro “No Impact Man” e ora anche un film. L’impatto ambientale di una famiglia che vive in una grande città è impressionante: ogni giorno un nucleo di quattro persone produce circa sei chilogrammi di immondizia (che diventano oltre 2 tonnellate in un anno), consuma 550 litri d’acqua e dai 10 ai 15 chilowattora di energia. E la situazione peggiora per i single, con consumi che vanno oltre il 60% in più rispetto a un componente di una famiglia media. Ridurre il nostro impatto individuale può quindi contribuire a salvare il pianeta. E da qui l’idea del blog di lanciare, a partire dallo scorso 18 ottobre, una settimana “no impact”. Il tutto con semplici modalità di partecipazione: dopo aver risposto ad alcune domande sul proprio stile di vita, si scarica un manuale dal sito internet (rigorosamente da non stampare!). La guida propone una sfida giornaliera, fatta di 5 tappe e correlata a “Change Yourself”, una pagina di idee e risorse a sostegno della missione, da condividere alla fine di ogni giornata sul blog con gli altri partecipanti, dal momento che per ogni esperienza la sfida va adattata al proprio stile di vita di partenza. Al termine della settimana “virtuosa” viene compilato un sondaggio post-esperimento, e si diventa un “ambasciatore dell’impatto zero” nella propria comunità; dopo circa sei mesi si verrà informati sull’impatto a lungo termine dell’esperimento. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini a fare delle scelte quotidiane più responsabili. Il primo giorno dell’esperimento sfida a limitare i propri acquisti per evitare di produrre spazzatura e inquinamento. La prima cosa da fare è quindi quella di compilare una lista delle cose da comprare per la settimana limitandole all’essenziale, rimandando per esempio alcune spese, prendendo in prestito qualcosa, procurandosi prodotti di seconda mano o producendoli da soli. Il secondo giorno è invece dedicato alla scoperta di come la vita può migliorare sprecando di meno: il manuale prevede di conservare tutti i rifiuti, portandosi dietro un sacchetto per tutto il giorno in modo da poter capire cosa consumiamo e buttiamo via in maggiore quantità e imparare invece a ridurre, riusare e riciclare. Quindi niente piatti e bicchieri di carta, prodotti con tanto imballaggio; sì a tazze in ceramica al posto dei bicchierini usa e getta, al riutilizzo della carta, all’acquisto di cibi sfusi invece che confezionati. Tra le regole vi è anche quella di rendere gli spostamenti più sostenibili, “bruciando calorie e non combustibili fossili”: via libera allora a tutte le alternative possibili, dai mezzi pubblici al car-sharing, dalla bicicletta…alle scarpe da ginnastica. Si dovrà poi fare attenzione alle abitudini alimentari, riducendo a 100 km la distanza massima della provenienza degli alimenti che mangiamo, mentre al quarto giorno vi è il divieto assoluto di utilizzare gli elettrodomestici: niente lavatrice e televisore, ma “sostituire i chilowatt con l’ingegno”. E così via dicendo fino all’ultima sfida, quella della domenica successiva, quando bisognerà aver eliminato ogni tipo di consumo, persino la carta igienica. Per quanto alcune di queste sfide siano abbastanza radicali, soprattutto per chi vive in una grande città, l’esperimento del blog americano, più che un repentino stravolgimento delle abitudini, vuole indurre un cambiamento lento e graduale che, sperimentato giorno dopo giorno, incida in maniera positiva sull’ambiente, sulle spese e sulla qualità della propria vita, aumentando la consapevolezza delle conseguenze che le nostre azioni possono creare sull’ecosistema in cui viviamo.
(Agf)