Londra, 28 gen – Viene dall’industria scozzese dell’alcol la nuova tecnica per generare energia rinnovabile: estrarre gas metano dal whisky. Intende farlo la distilleria Bruichladdich, sull’isola di Islay a nord del paese da dove proviene uno dei whisky più apprezzati di produzione scozzese. Già dal mese prossimo, secondo il Times, saranno installati i primi dispositivi per la digestione anaerobica, una tecnica che permette di degradare la materia organica (in questo caso gli scarti della lavorazione del whisky) per trasformarla in gas metano che poi viene bruciato per produrre energia. L’idea dei dirigenti della distilleria è che il gas metano così prodotto coprirà quasi interamente il fabbisogno energetico della struttura, tagliando le spese relative all’elettricità che, riferisce il presidente Mark Reyner ammontano a circa 36.000 sterline l’anno. “Il costo dei dispositivi – ha detto Reyner al Times – è di 300.000 sterline, quindi dovremmo impiegare da 3 a 5 anni per ammortizzarlo”. Il calcolo considera non solo le bollette elettriche, ma anche il costo cui normalmente si incorre per il trasporto dei rifiuti che vengono scaricati a mare. Circa 20.000 sterline all’anno che verrebbero risparmiati se ciò che si getta via per la produzione del whisky può servire a produrre energia. “Il whisky produce un alto tasso di inquinamento – continua Reyner – che abbiamo già ridotto usando orzo locale ed evitando così di importarlo: ora miglioreremo ulteriormente la situazione”. Tra tutti i generi alimentari, il whisky sembra sia uno dei più inquinanti, a causa del modo in cui i singoli ingredienti vengono processati per la produzione finale. Ma al di là dei motivi ambientali resta sicuramente essenziale il ritorno e il risparmio economico rappresentato da un taglio di diverse voci di spesa. Tant’è che le altre isole produttrici di whisky famoso in tutto il mondo, intorno a Islay, stanno considerando di utilizzare la digestione anaerobica per ridurre i loro costi. E il colosso della distribuzione alcolica in Gran Bretagna, Diageo, sta considerando un progetto simile per la sua distilleria di Cameronbridge. Al risparmio e la cura dell’ambiente va poi aggiunto, per un luogo come Islay che talvolta ha difficoltà di comunicazione con la terraferma, la stabilità rappresentata da una produzione interna di energia. Affari d’oro quindi per le aziende che producono i dispositivi necessari alla digestione anaerobica, in particolare Biowayste, l’azienda che ha fornito la distilleria di Bruichladdich. “Ci sono numerosissime piccole aziende di produzione alimentare in Gran Bretagna – ha detto Barry Howard, presidente dell’azienda – tutte generano materiale di scarico e devono poi pagare per liberarsene. Noi possiamo usarlo per generare elettricità nei loro siti, facendo risparmiare i soldi sull’elettricità e sullo scarico dei rifiuti.”. (mme)