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SUPERMERCATI, CRESCONO LE VENDITE CON LA DIETA MEDITERRANEA

it@withub.it by it@withub.it
5 Marzo 2010
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Roma, 5 mar – Tenendosi lontani dal banco surgelati (i cui prezzi sono in aumento) e puntando invece sull’acquisto, magari in promozione, di prodotti di ampio uso per gli appassionati della dieta mediterranea (pasta, olio extravergine d’oliva, mozzarelle), gli italiani hanno ripreso ad acquistare con assiduità nei supermercati. E non solo in quelli di nuova costruzione, ma anche in quelli sotto casa. Lo dimostra l’ultima rilevazione sulla Grande Distribuzione Organizzata, contenuta in Vendite Flash, il bollettino bimestrale di Unioncamere sulle dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato (che include i reparti di drogheria alimentare, bevande, fresco, freddo, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) nella Gdo, disponibile sul sito www.starnet.unioncamere.it. Nell’ultimo bimestre 2009, infatti, i volumi di vendita sono ancora lievemente aumentati (+2,2%), proseguendo il cammino di risalita già registrato nel precedente bimestre, anche grazie al mantenimento di una politica di contenimento dei prezzi che le imprese della Gdo hanno assicurato per tutta la seconda metà dell’anno (-1,0% l’andamento nel sesto bimestre). A beneficiarne, oltre che i consumatori, sono i fatturati (+1,2%) sia degli esercizi di nuova apertura, sia di quelli preesistenti, che vedono consolidarsi la ripresa delle vendite già avviata nel precedente bimestre. I prezzi dei prodotti del largo consumo confezionato (che include i reparti di drogheria alimentare, bevande, fresco, freddo, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) risulta in linea con quello del bimestre precedente (pari al –1% su base annua). Il risultato è l’esito di un lieve rientro del calo del costo della spesa dei prodotti alimentari e del contemporaneo ampliamento della caduta dei listini non alimentari. Tra i prodotti alimentari, quelli del freddo segnano nel sesto bimestre una riduzione della caduta del costo della spesa, che passa dal –3.7% anno su anno del periodo precedente al –1.8% dei mesi più recenti. I contributi più rilevanti rispetto a questa dinamica sono i rincari dei surgelati dolci, che vedono un aumento dei prezzi di oltre l’11%, delle pizze surgelate (+2.9%) e dei surgelati di pesce (+2.3%). Per la drogheria alimentare emerge nel bimestre una riduzione del costo della spesa pari al –2.7%, un decimo in meno rispetto al risultato del periodo precedente. In territorio negativo si ritrova l’andamento dei prezzi di prodotti come la pasta di semola (-9.4% anno su anno), l’olio extravergine di oliva (-6%) e il latte Uht (-4.8%), categorie merceologiche che comunque col passare dei mesi mostrano flessioni gradualmente meno intense. Il reparto del fresco è quello che presenta la riduzione del costo della spesa più intenso, pari al –3.9% tendenziale, dal –4% del V bimestre. Fra i prodotti più rappresentativi del reparto che hanno contribuito alla flessione si trovano le mozzarelle (-3.8% tendenziale), lo yogurt funzionale (-5.2%) e il latte fresco (-6.5%). Importante in questi casi potrebbe essere stato il contributo delle promozioni commerciali proposte dalla distribuzione e premiate dai consumatori. A differenza dei reparti precedenti, le bevande registrano un incremento del costo della spesa di circa un punto percentuale. Spiccano in questo caso i rincari dei vini liquorosi e dei distillati bianchi. Per quanto riguarda i reparti non alimentari, si riducono ulteriormente i prezzi dei prodotti per la cura della casa, la cui dinamica scende dal –0.1% del quinto bimestre al –1% del sesto. In particolare, diminuisce il costo degli accessori da tavola usa e getta, dei prodotti per il trattamento del bucato e dei sacchetti e vaschette alimentari. Non si può escludere per questi prodotti il prevalere di un effetto di concorrenza associato ad altri formati distributivi, come i discount, che spingono le catene della distribuzione a intensificare le politiche promozionali. Infine, per i prodotti della cura per la persona emerge una stabilizzazione dei prezzi, che variano anche nel sesto bimestre del –0.1%. I rincari di saponi per la persona, fissativi e lame e rasoi da uomo tendono ad essere compensati dalla riduzione di prezzo di altri prodotti, come pannolini, deodoranti e bagno/doccia schiuma.


(grm)

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