Roma, 20 apr – Gli italiani guardano alla reputazione come uno dei fattori determinanti per identificare l’azienda ideale presso la quale lavorare: l’86% dei dipendenti utilizza, infatti, questo parametro per indirizzare le proprie decisioni quando la scelta è rimanere o cambiare azienda. È quanto emerge dal Kgwi, indagine realizzata su 10mila lavoratori italiani da Kelly Services, multinazionale americana che si occupa di servizi per le risorse umane. Mentre all’estero la reputazione evoca con una certa frequenza il concetto di Csr, in Italia, dove le politiche di responsabilità sociale d’impresa sono sposate principalmente da grandi multinazionali e dalle banche di credito corporativo, certamente meno diffuse delle Pmi, la reputazione viene associata alla qualità dell’output prodotto (44%), al valore riconosciuto al management (24%), alla professionalità dei dipendenti (11%). In questo senso, quando secondo il Kgwi il 68% degli italiani (18% molto e 40% abbastanza) giudica la propria azienda in grado di mantenere una condotta etica, bisogna pensare più ad un giudizio sul management che sulle politiche di corporate citizenship. Sempre secondo il sondaggio, il 21% dei lavoratori del Belpaese avrebbe visto salire, nel corso dell’ultimo anno, il senso di appartenenza alla propria azienda. (red)