Roma, 25 apr – Un neo costituito Direttivo nazionale, formato da rappresentanti dei principali gruppi etnici presenti in Italia, e un documento unitario, democraticamente approvato, da offrire alla società italiana come espressione del “punto di vista degli immigrati d’Italia” sui temi caldi dell’agenda politica: questi i due importanti risultati ottenuti dal primo Congresso Nazionale del Comitato Immigrati in Italia, conclusosi oggi pomeriggio a Roma. Lavoro, casa, sanità, istruzione, diritti, famiglia, imprenditoria, laicità, cittadinanza, immigrazione: i quasi duecento delegati locali, provenienti da quasi tutte le regioni, ne hanno discusso per due giorni in altrettanti tavoli tematici, giungendo a formulare proposte concrete su ciascun argomento, stimoli al confronto per tutti i soggetti istituzionali che, a vario titolo, si occupano di immigrazione. “Auto rappresentarci è l’unica strada verso una reale integrazione – ha dichiarato alla conclusione dei lavori assembleari Edgar Galiano, rappresentante del Comitato – e, in questo senso, la scelta del 25 aprile non è stata casuale. Il nostro auspicio è che l’anniversario della Liberazione segni da oggi anche un’altra ‘liberazione’ in questo Paese: quella degli immigrati dalla prigione del silenzio e della marginalità sociale”. La deputata Livia Turco oggi, così come i senatori Pedica e Della Seta ieri, insieme con numerosi rappresentanti di sindacati e associazioni italiane, hanno presenziato a questo Primo Congresso degli immigrati d’Italia, raccogliendo da subito la sfida proposta dal Comitato. Padre Gianromano Gnesotto, di Migrantes, ha portato la solidarietà del mondo cattolico, e in tanti, come l’on. Luigi De Magistris, hanno espresso la loro vicinanza e solidarietà. I prossimi passi del Comitato – organizzazione indipendente di auto-rappresentanza che dal 2002 si batte per la promozione e la difesa dei diritti dei cittadini immigrati – d’ora in poi – si legge in una nota – “andranno tutti nella medesima direzione: porsi come voce autorevole degli immigrati italiani di fronte al Governo, alle istituzioni e ai sindacati, per cercare – attraverso la lotta sociale – di ottenere tutti quei diritti di cittadinanza che oggi in Italia gli sono ancora negati”. (pap)