Roma, 2 mag – Circa 300.000 spettatori per un incasso che ha sfiorato i 2 milioni di euro. Il tutto in appena 48 ore. Successo doveva essere e successo è stato. L’arrivo nelle sale cinematografiche italiane di “Iron Man 2” ha confermato le sensazioni della vigilia e, soprattutto, l’efficacia di una formula che va bel al di là di un cast stellare che annovera nomi come Robert Downey Jr, Gwyneth Paltrow, Scarlet Johansson, Mickey Rourke e Dan Cheadle. Il percorso è semplice: il fumetto crea la leggenda, il cinema consacra il mito. La trafila ormai è consolidata e, per questo, il successo del secondo capitolo di Iron Man, il supereroe inventato nel 1963 dal mitico Stan Lee (autore di punta della Marvel Comics), era in un certo senso preventivato e preventivabile. Una trasposizione che è solo l’ultimo passaggio su celluloide di uno dei tanti “eroi di carta” americani. Fra questi, la pattuglia più nutrita numericamente è quella dei personaggi Marvel: Hulk, Spider Man, Blade, Capitan America, Daredevil, I fantastici Quattro, gli X-Men, solo per citare i più noti. Meno affollato ma assai ben rappresentato l’esercito dei supereroi dell’altro colosso del fumetto, Dc Comics, a cominciare dai due archetipi del genere: Batman e Superman. A loro si aggiungono altri personaggi come Constantine, Catwoman e gli eroi di Watchmen. Senza dimenticare il Corvo, che ha consacrato il mito di Brandon Lee. Un genere, quello di ispirazione fumettistica, che sembrava messo in crisi dagli ultimi, macchiettistici, episodi della saghe di Batman e Superman, ma che invece ha ritrovato vigore almeno a partire dal mitico Blade (1998). I supereroi, si sa, non possono mai morire veramente. (Cog)