Roma, 24 giu – “C’è un dato angosciante e necessario da affrontare: la sconfitta o peggio la resa educativa del mondo adulto”. E’ quanto afferma Don Mimmo Battaglia, presidente Fict (Fondazione italiana comunità terapeutiche) intervenuto oggi al convegno ‘La sfida educativa’ organizzato in occasione della Giornata internazionale per la lotta alla droga dove sono stati presentati i risultati di diversi studi sull’impatto della droga nella vita degli adolescenti. Secondo i dati illustrati nel corso del convegno e presentati da Raimondo Pavarin, direttore dell’Osservatorio epidemiologico metropolitano del Dipartimento Patologiche Ausl Bologna, l’età di primo uso di sostanze stupefacenti tra i minorenni è 13-14 anni e 12-13 per l’alcol. Per quanto riguarda l’uso di droga, sino a 18 anni di età chi la usa ha un reddito mediamente più elevato di chi non la usa mentre dopo i 21 anni questa differenza non è più significativa. Sempre considerando il reddito, secondo lo studio presentato durante il convegno, sino a una disponibilità mensile di 100 euro prevale l’uso di alcol, da 100 a 150 di cannabis, da 150 a 250 altre sostanze, dopo i 300 cocaina. Tra i minorenni c’è una più elevata probabilità rispetto ai maggiorenni di un uso recente di ketamina e popper. Per quanto riguarda la cocaina, passa mediamente un anno dal primo uso di una qualsiasi sostanza illegale a quello di cocaina, al 70% è stata offerta mentre il 55% la consuma in contesti ricreativi. Per quanto riguarda i significati attribuiti al consumo, tra i minorenni prevalgono curiosità e ricerca di socialità. Dati che secondo Mimmo Battaglia mostrano la necessità di un deciso programma d’azione “pedagogico, politico esistenziale. Su questo programma necessario dobbiamo camminare da testimoni, giocandoci la credibilità e con essa giocandoci il futuro e il presente, nostro e del mondo che abbiamo in prestito”. La Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (Fict) opera da oltre venticinque anni. Non riceve contributi dallo Stato né da altri Enti pubblici o privati. E’ riconosciuta come Ente Morale senza scopo di lucro con decreto del Ministero dell’Interno del 26 novembre 1999. Nel 2000 ha ottenuto dalle Nazioni Unite lo status di Organizzazione Non Governativa (Ong) associata al Dipartimento della Pubblica Informazione. Collabora con la Federazione Mondiale delle Comunità Terapeutiche (Wftc). E’ presente in 15 regioni d’Italia con una rete di 44 Associazioni ed Enti di Solidarietà sociale. (PO / Clr)
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