Ha l’eloquente titolo “Il tempo e l’armonia” il nuovo lavoro di Fiorella Mannoia. Il disco (registrato al Teatro Filarmonico di Verona il 24 e 25 maggio) è in uscita il 14 settembre. La Mannoia ha scelto di presentarlo con un concerto all’Arena di Verona, accompagnata sul palco da tre grandi artisti: Cesare Cremonini, i Negrita e Noemi. “Spero di poter continuare a collaborare con loro. Sicuramente ci saranno nel mio prossimo album – spiega la cantante romana – sono artisti che stimo molto”. Noemi è la giovane che ha partecipato a “X-Factor 2009”. Con lei la Mannoia ha già cantato ne “L’amore si odia”: “Credo che molti dei ragazzi che scelgono di partecipare a un talent show lo facciano perché è ormai l’unica strada per farsi conoscere. Sono sicura che molti di loro vorrebbero cantare e basta e non adattarsi a complicate regole televisive. Ma questa è la realtà. Io la tv ormai non la vedo più. Da anni. Non è una forma di snobismo, per me ormai è un’abitudine. E’ sbagliato comunque cercare la popolarità subito e a tutti i costi. Quanti di loro andranno avanti davvero? Quanti rimarranno delusi? La tv fa entrare in un meccanismo pericoloso: si pensa sia un punto di arrivo e invece è solo un punto di partenza”, afferma Fiorella. La Mannoia però la scorsa stagione è stata ospite sia di “Amici” di Maria De Filippi sia del talent targato Rai Due: “Non nascondo che mi sono interrogata a lungo su questa nuova ‘moda’, una moda che mi lasciava perplessa. La risposta è che non c’è alternativa. Siamo ormai relegati in programmi contenitore, chi canta ha pochissimo spazio e comunque non ci sono più trasmissioni come ‘Doc’, il famoso programma musicale della fine degli anni ’80. In tv la musica andrebbe valorizzata”. “La crisi che c’è nel mondo musicale – aggiunge la cantante – è anche legata alle scelte delle case discografiche. Oggi si punta troppo su un prodotto, come canterebbe De Andrè, ‘mastica e sputa’. Prima invece si aiutavano i talenti a crescere: oggi non c’è più tempo, né denaro, né voglia di lavorare su un progetto: è tutto molto approssimativo. Con fretta si fanno i dischi e velocemente si vuole raggiungere il successo. La mia generazione non cantava per raggiungere la popolarità. La scelta di fare musica era più genuina, nasceva dalla passione”. (Gil)