Valorizzare e promuovere l’istruzione tecnica superiore, anche attraverso l’aumento delle iscrizioni tra le ragazze: è questo l’obiettivo che si è prefissato il “Club dei 15”, il raggruppamento delle associazioni industriali territoriali del Sistema Confindustria dove più alta è la vocazione manifatturiera dell’economia locale. L’iniziativa prende il nome di “Progetto Rosa” e consiste in una campagna di comunicazione avviata nelle 17 province italiane che rientrano nel “Club” (ai 15 soci fondatori si sono recentemente aggiunti Monza-Brianza e Mantova): Ancona, Belluno, Bergamo, Biella, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Modena, Monza-Brianza, Novara, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Treviso, Varese e Vicenza. In alcune città saranno affissi cartelloni pubblicitari nei quali, sotto l’immagine di una “Cappuccetto rosso” smarrita in un bosco, appare la scritta dal messaggio inequivocabile: “Non credere alle favole. Diventa protagonista del tuo futuro”. “Diventare grandi – continua il testo – significa saper scegliere. Comincia a scegliere bene: frequenta un istituto tecnico industriale. La realtà è meglio delle favole”. Si tratta di percentuali di “quote rosa” che nei territori del “Club dei 15” non vengono raggiunte neanche sommando agli istituti tecnici industriali quelli commerciali e per geometri. In questo caso, infatti, nelle province che compongono il Club si arriva a una media del 37,9% sul totale degli iscritti. “Con il Progetto Rosa – dice il coordinatore del Club dei 15, Alberto Ribolla – intendiamo invertire questa tendenza, facendo saltare alcuni luoghi comuni che vedono gli istituti tecnici industriali e, di conseguenza, gli sbocchi professionali nelle imprese manifatturiere, ad esclusivo appannaggio dei maschi. Così non è: le opportunità nei campi dell’informatica, della chimica, dell’elettronica, del tessile-abbigliamento e della meccanica, infatti, non mancano e possono essere colte grazie a scelte scolastiche in grado di offrire una preziosa occasione per diventare da subito professioniste in settori innovativi e dinamici. Bisogna sfatare il mito della fabbrica di fordiana memoria, che ormai non esiste più. Per questo oggi un istituto tecnico industriale è in grado di fornire a tutti, ragazze comprese, quelle competenze da subito spendibili sul mercato del lavoro, anche grazie a un intenso programma di collaborazione con gli istituti che, come Club dei 15, stiamo portando avanti sui nostri territori”. (PO / Red – 5 nov)