Le guerre aperte e le rivolte silenziose, i conflitti sociali e i disastri ambientali, testimoniati dagli scatti di 19 importanti fotoreporter mondiali. Dal premio Pulitzer Rick Loomis a Pietro Masturzo, il giovane napoletano vincitore del Word Press Photo 2010, arrestato dopo aver documentato la protesta delle donne sui tetti di Teheran, fino a Ashley Gilbertson, vincitore della medaglia d’oro “Robert Capa”. La crisi economica e le trasformazioni globali che l’hanno innescata sono al centro della mostra “Gli scatti della crisi di Loop”, alle Officine Fotografiche di Roma, da oggi al 21 febbraio. Ne nasce un mosaico di immagini sui temi fondamentali del nuovo millennio: dai rifiuti di Scampia ai clochard che vivono nella metro di New York, dalla guerra in Iraq fino alla liberazione di Aung San Suu Kyi in Birmania, raccontata dagli scatti ancora inediti di Pietro Masturzo. Organizzata dalla rivista Loop con il contributo della Provincia di Roma, l’esposizione collettiva si pone da un lato come una “cartografia della crisi”, ma anche come un tentativo di prefigurare il mondo nuovo e ancora inesplorato che essa sta dischiudendo. Espongono gli autori che dal 2008 hanno collaborato a vario titolo con la rivista, nata in Italia quando New York veniva scossa dai primi segnali del terremoto finanziario mondiale: da Rick Loomis a Giancarlo Ceraudo, da Pietro Masturzo a Ashley Gilbertson, da Reza a Riccardo Venturi e Walter Astrada. Lo spazio e il periodo dell’esposizione saranno anche l’occasione per dibattiti e incontri letterari e teatrali sui temi della crisi del giornalismo e della fotografia. In calendario il 4 febbraio, una performance teatrale, mentre l’11 febbraio verrà presentato il nuovo numero di Loop. Il 18 febbraio, infine, Officine Fotografiche ospiterà la tavola rotonda su “Crisi dell’editoria, fotografia e citizen journalism”. (Red – 21 gen)