Hammacher Schlemmer, Lemelson-MIT, America’s Young Inventor. E ancora Popular Science e BubbleWrap. Se in voi non arde il sacro fuoco dell’invenzione, probabilmente, non avete ben chiaro di cosa stiamo parlando. Ma i novelli Archimede sanno bene che la via del successo di un’invenzione passa soprattutto per un premio, dal più prestigioso al più curioso. Quelli citati sono tra i principali: si dividono tra invenzioni di carattere scientifico (come nel caso del Massachusetts Institute of Technology) a quelle di carattere più pratico. Hammacher Schlemmer, ad esempio, vende da oltre un secolo attrezzature e apparecchi volti a migliorare la vita di ogni giorno e premia le invenzioni più originali, permettendo ai brevetti che non hanno mai raggiunto il mercato di essere reperibili anche a livello commerciale (negli anni ‘30, tanto per dirne una, lanciò il tostapane automatico). Per chi volesse soddisfare la propria curiosità di sapere quali saranno gli oggetti del futuro, lo spazio virtuale adatto è Google Patents, il servizio del colosso web dedicato ai brevetti. Sono oltre settemila quelli contenuti e alcuni sono davvero sfiziosi: si va dalle scarpe anti-gravità alle marionette da dito per far divertire i più piccoli. Ogni brevetto è corredato da un disegno e da una scheda tecnica: una vera enciclopedia per chi vuole seguire le orme di Leonardo da Vinci. L’archivio ha anche un’importante valenza storica: di indubbio fascino sono i brevetti più antichi, che partono da quelli di due secoli fa. Se non ci credete, controllate come era stata depositata l’idea del primo monociclo… (13 feb – Red)