L’Istat rende noto che nel 2009 la spesa nazionale per la gestione dei rifiuti, delle acque reflue e delle risorse idriche ammonta complessivamente a 34.730 milioni di euro, con una incidenza sul Pil del 2,3 per cento. Il 62 per cento della spesa proviene dal servizio di gestione dei rifiuti (21.514 milioni di euro, equivalente all’1,4 per cento del Pil), il 27 per cento dal servizio di gestione delle risorse idriche (9.516 milioni e lo 0,6 per cento del Pil) e il rimanente 11 per cento dal servizio di gestione delle acque reflue (3.700 milioni, 0,2 per cento del Pil). Dal 1997 al 2009 la spesa nazionale a prezzi correnti aumenta in tutti e tre i settori analizzati, sia pure con diversa intensità: quella per la gestione dei rifiuti cresce del 95 per cento, incrementando la propria incidenza sul Pil dall’1,1 per cento nel 1997 all’1,4 per cento nel 2009; la spesa per la gestione delle acque reflue aumenta del 44 per cento e quella per la gestione delle risorse idriche del 52 per cento, con un‘incidenza sul Pil che rimane sostanzialmente stabile in entrambi i casi. Nel periodo 1997-2009 raddoppia la produzione dei servizi di gestione rifiuti, aumenta del 60 per cento circa la produzione sia dei servizi di gestione acque reflue sia di gestione delle risorse idriche. Dal 1997 al 2009, nei tre settori congiuntamente considerati, il valore della produzione degli “specializzati” aumenta del 68 per cento passando dai 15.648 milioni di euro del 1997 ai 26.275 del 2009. In particolare, in tutto l’arco temporale di riferimento sono i produttori specializzati privati a far registrare una più marcata presenza rispetto a quelli pubblici. Dal 1997 al 2009, infatti, la produzione ausiliaria del servizio di gestione dei rifiuti aumenta da 55 a 810 milioni di euro, passando da una percentuale inferiore all’1 per cento al 4 per cento circa del totale della produzione del servizio; la produzione ausiliaria del servizio di gestione delle acque reflue aumenta da 71 a 743 milioni di euro, passando dal 3 per cento al 22 per cento del totale della produzione del servizio. Nei settori della gestione dei rifiuti e delle acque reflue sono i consumi intermedi delle imprese a costituire la quota maggiore della spesa nazionale (sono comprese anche utenze civili quali, ad esempio, esercizi commerciali o di ristorazione): nella media del periodo 1997-2009, tali consumi fanno registrare, nei due settori, un’incidenza sul totale della spesa nazionale pari, rispettivamente, al 59 e al 49 per cento. Nel settore della gestione delle risorse idriche, invece, sono i consumi finali ad incidere maggiormente sul totale della spesa nazionale, con un valore pari, nella media del periodo in esame, al 49 per cento. Nel 2009 gli investimenti rappresentano l’11 per cento del totale della spesa nazionale. Gli investimenti dei produttori specializzati, ossia di coloro che hanno per attività principale la produzione di servizi ambientali per la vendita a terzi, presentano andamenti alterni nel periodo in esame, che in tutti e tre i settori analizzati si traducono in una diminuzione della componente pubblica dal 1997 al 2009 e un aumento di quella privata, più sensibile nei settori della gestione dei rifiuti e delle risorse idriche. Tali andamenti sono indicativi della presenza di un fenomeno di privatizzazione della produzione dei servizi ambientali considerati, più evidente nella seconda metà del periodo in esame. Gli investimenti dei produttori ausiliari, ossia coloro che autoproducono i servizi ambientali a proprio uso e consumo, aumentano dal 1997 al 2009 del 73 per cento nei settori della gestione dei rifiuti e delle acque reflue congiuntamente considerati . Si osserva che: nei settori della gestione dei rifiuti e della gestione delle acque reflue le imprese finanziano rispettivamente il 67 per cento e il 66 per cento circa della spesa nazionale; seguono le famiglie con percentuali pari rispettivamente al 28 per cento e al 20 per cento ed infine la Pubblica amministrazione (PA) e le Istituzioni sociali private senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (ISP), con il 5 per cento e il 14 per cento circa; nel settore della gestione delle risorse idriche le imprese finanziano il 43 per cento della spesa nazionale al pari delle famiglie, mentre PA e ISP finanziano il rimanente 14 per cento. (Red – 23 feb )