In Italia ci sono 24.865 detenuti stranieri, il 40% circa del totale. Nelle 208 carceri italiane si trovano 480 detenuti di nazionalità egiziana, 3.106 tunisini e 861 algerini. I detenuti libici sono solo 39. I dati (aggiornati al 28 febbraio scorso) sono stati resi noti dal Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria che denuncia: “Le notizie in arrivo dai Paesi di origine possono essere un grave elemento di tensione che devono essere costantemente monitorate dal personale di Polizia penitenziaria”. Al momento non si registra nessuna segnalazione di intemperanza da parte dei detenuti libici ma, spiega Donato Capece, segretario generale del Sappe, ma l’amministrazione penitenziaria “richiamerà a una particolare attenzione gli agenti del corpo impiegati nella prima linea delle sezioni detentive. Baschi azzurri della Penitenziaria, sia detto per inciso, che sono ancora in gravi carenze organiche”. Capece sottolinea che, oltre alla situazione in Libia, a preoccupare sono anche le proteste in Egitto e negli altri Paesi africani: “Oltre alla Libia, l’inasprimento delle tensioni in Egitto, Tunisia e Algeria potrebbe avere risvolti preoccupanti anche all’interno delle carceri italiane, considerati l’altissimo sovraffollamento delle celle e l’altrettanto elevato numero di detenuti stranieri, originari di quei Paesi. Detenuti che non riescono a contattare i propri familiari nei Paesi di origine e, quindi, sono inevitabilmente in apprensione e, quindi, più nervosi”.
(Caf)