Le recenti tensioni nate dall’ondata migratoria proveniente dal Nord Africa non cancellano gli stretti rapporti che da sempre intercorrono fra il nostro Paese e la Francia. E nel contesto della crisi economica, le nostre imprese finiscono per salvare posti di lavoro francesi: per esempio, Accent Srl ha avviato un centro di ricerca e sviluppo dedicato alle tecnologie IP senza fili nel parco scientifico di Nizza, il Gruppo industriale Tosoni ha recuperato l’unità produttiva dell’azienda di accessori spagnola Antolin specializzata nella fabbricazione di sedili per vetture ferroviarie, a Andrézieux Bouthéon, regione Rodano-Alpi, mentre Agrati Fastening Systems ha recuperato diversi siti industriali di Acument, che fabbricavano sistemi di fissaggio e viterie per auto, salvaguardando circa 500 posti di lavoro. Un altro caso è quello di Area Industrie Ceramiche, specializzata nella produzione di tegole fotovoltaiche, che ha recuperato due siti di produzione di ceramica in difficoltà: il primo nella regione Centro (200 posti di lavoro conservati), l’altro in Lorena (68 posti di lavoro conservati). Questi progetti consentiranno di mantenere o creare 2400 posti di lavoro. In totale, dei 508 progetti di investimento di provenienza europea registrati in Francia nel 2010, 54 sono portati da imprese italiane. Per il terzo anno consecutivo, l’Italia si colloca, a livello europeo, al secondo posto dopo la Germania per numero di posti di lavoro creati o mantenuti in Francia e al terzo posto per numero di progetti, dal momento che le aziende del Regno Unito hanno realizzato un numero di interventi leggermente superiore (61 progetti contro 54). I progetti di investimento italiani del 2010 riguardano gran parte del territorio francese (13 regioni su 22), tuttavia l’Ile-de-France domina nettamente, poiché accoglie un quarto dei progetti provenienti dall’Italia. La regione Rodano-Alpi conferma la forte capacità attrattiva esercitata nel tempo sugli imprenditori italiani, con il 20% dei progetti. “Questi risultati, osservati in un contesto di ripresa fragile, confermano la qualità e la solidità delle relazioni tra i nostri due paesi – rileva Hervé Pottier, direttore dell’Ufficio dell’Agenzia francese per gli Investimenti Internazionali in Italia – Essi testimoniano anche il dinamismo e la capacità reattiva degli imprenditori italiani. Accanto ai grandi gruppi italiani la cui presenza storica si va rafforzando, appaiono numerose imprese di dimensioni piccole o medie che trovano sul mercato francese uno spazio favorevole alla loro internazionalizzazione”. (Caf – 21 apr)